Bitcoin ha raggiunto quota $77.000 nella mattinata del 29 aprile 2026, spinto dall’attesa per la decisione della Federal Reserve sui tassi e da nuove tensioni geopolitiche legate allo Stretto di Hormuz.
Il rally e il contesto macro
BTC segna +3,2% nelle ultime 24 ore. Il movimento coincide con le ore che precedono l’annuncio della Fed — uno degli appuntamenti macro più seguiti dagli operatori crypto quest’anno. Quando i mercati tradizionali fiatrano, Bitcoin tende ad amplificare i segnali.
Sullo sfondo, l’amministrazione Trump starebbe preparando un blocco prolungato dello Stretto di Hormuz, secondo quanto riportato da CoinDesk. Una mossa che agita i mercati delle materie prime e spinge parte della liquidità verso asset alternativi.
Strategia e whale: chi compra davvero
Secondo Matt Hougan, Chief Investment Officer di Bitwise, il driver principale del rimbalzo recente non è il retail né gli ETF Bitcoin, è Strategy, la società di Michael Saylor, che continua ad acquistare BTC con costanza. Un acquirente strutturale, non speculativo. Difficile da ignorare nei calcoli di chi fa analisi on-chain.
I dati sulle whale confermano la stessa direzione: nelle ore precedenti al meeting FOMC di aprile, con una probabilità di 99% di conferma dei tassi invariata, gli indirizzi più grandi hanno aumentato le posizioni anziché ridurle.
La narrativa “Bitcoin bene rifugio” torna a circolare ogni volta che la geopolitica si scalda. Il mercato retail italiano — ancora molto esposto a exchange CEX e con scarsa cultura del cold storage, rischia di inseguire il movimento tardi. Chi ha seguito le ultime settimane sa che i picchi di volumi italiani su piattaforme come Young Platform arrivano spesso dopo, non durante, il movimento iniziale.
Cosa succede ora
La Fed annuncia la sua decisione nel pomeriggio del 29 aprile. Se il tono di Powell risulterà più accomodante del previsto, gli analisti stimano una possibile rottura della resistenza degli $80.000 nelle sessioni successive.
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