Ethereum (ETH): Cos'è, Come Funziona e Dove Comprare

NomeEthereum
Ticker$ETH
Lancio30 luglio 2015 (mainnet)
CategoriaBlockchain Layer 1 / Smart contract platform / DeFi
CreatoreVitalik Buterin e team Ethereum
Meccanismo di consensoProof of Stake
Supply massimaNessun limite fisso
Supply circolante~120 milioni di ETH (maggio 2026)
Transizione storicaThe Merge - settembre 2022, passaggio da Proof of Work a Proof of Stake
EIP importanteEIP-1559 - introduzione del meccanismo di burn delle fee
Tempo medio blocco~12 secondi
ComprareCome comprare Ethereum
Wallet consigliatoLedger, Trezor (hardware); MetaMask, Rabby, Trust Wallet (software)
Sito ufficialeethereum.org

Ethereum (ETH) è la seconda blockchain per capitalizzazione di mercato al mondo e la prima piattaforma di smart contract nella storia delle criptovalute. Lanciata il 30 luglio 2015 da Vitalik Buterin e dal suo team, ha trasformato l’idea di blockchain da semplice registro di transazioni a piattaforma programmabile per applicazioni decentralizzate. Nel settembre 2022, con “The Merge”, Ethereum ha completato una delle migrazioni tecnologiche più complesse mai eseguite su una rete live: il passaggio dal Proof of Work al Proof of Stake, riducendo il consumo energetico della rete di oltre il 99%. Al maggio 2026, circa il 30% dell’offerta totale di ETH è bloccata in staking, e oltre 4,5 milioni di ETH sono stati bruciati definitivamente dal meccanismo EIP-1559.

Cos’è Ethereum e da dove nasce

Ethereum è una blockchain programmabile che permette di eseguire smart contract, contratti digitali autoeseguibili scritti in codice, senza intermediari. L’idea nasce nel 2013 quando Vitalik Buterin, allora diciannovenne, pubblicò il whitepaper di Ethereum descrivendo una piattaforma blockchain di seconda generazione capace di andare ben oltre il semplice trasferimento di valore. Dove Bitcoin registra transazioni, Ethereum esegue programmi.

La mainnet è stata lanciata il 30 luglio 2015 con un blocco genesis e la prima versione chiamata “Frontier”. Il progetto è stato co-fondato da un team internazionale: oltre a Buterin, contribuirono alle fasi iniziali Gavin Wood (autore dello Yellow Paper e di Solidity), Joseph Lubin, Charles Hoskinson e altri. La Ethereum Foundation, fondazione no-profit con sede in Svizzera, coordina lo sviluppo del protocollo.

Il blocco numero 25 milioni è stato finalizzato il 1° maggio 2026, segnando quasi 11 anni di operatività continua della rete. Un traguardo che testimonia la solidità dell’infrastruttura: la rete Ethereum non si è mai fermata dalla sua nascita.

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Come funziona: smart contract, EVM e gas

Il cuore tecnico di Ethereum è la Ethereum Virtual Machine (EVM): un ambiente di esecuzione virtuale distribuito su tutti i nodi della rete che elabora gli smart contract in modo identico su ogni macchina del mondo. Chiunque può scrivere un programma in Solidity (il linguaggio principale di Ethereum) e pubblicarlo sulla blockchain: da quel momento il codice è pubblico, immutabile e si esegue automaticamente quando vengono soddisfatte le condizioni definite.

Il gas è l’unità di misura del lavoro computazionale richiesto per eseguire operazioni sulla rete. Ogni transazione e ogni smart contract consuma una certa quantità di gas. Il mittente paga il gas in ETH: questa struttura garantisce che la rete non possa essere sovraccaricata da operazioni computazionalmente illimitate e remuera i validatori per il lavoro svolto. Il gas price (prezzo per unità di gas) varia in base alla congestione della rete: quando molti utenti vogliono fare transazioni contemporaneamente, il prezzo sale.

Un wallet Ethereum è identificato da un indirizzo a 42 caratteri (inizia con 0x) derivato dalla chiave pubblica. Ogni wallet può interagire con qualsiasi smart contract pubblicato sulla rete senza bisogno di autorizzazioni centrali. È questa struttura – aperta, permissionless, programmabile – che ha reso possibile la nascita di interi settori come la DeFi (finanza decentralizzata) e gli NFT (token non fungibili).


Proof of Stake e The Merge: la rivoluzione del 2022

Per i primi sette anni della sua vita, Ethereum ha funzionato con Proof of Work, lo stesso meccanismo di consenso di Bitcoin, con miner che consumavano grandi quantità di energia per validare le transazioni. Il 15 settembre 2022, la rete ha completato “The Merge: la fusione della catena principale Ethereum con la Beacon Chain, la catena di consenso Proof of Stake avviata nel dicembre 2020.

Con il Proof of Stake (PoS), i validatori non competono più con potenza di calcolo: depositano 32 ETH come garanzia (stake) e vengono selezionati algoritmicamente per proporre e attestare nuovi blocchi. Se si comportano disonestamente, rischiano lo slashing, la perdita parziale o totale degli ETH depositati. Questa struttura di incentivi sostituisce il costo energetico con il costo economico del capitale in gioco.

Il risultato immediato: il consumo energetico della rete Ethereum è crollato di oltre il 99,95% dopo The Merge. Al maggio 2026, oltre il 30% dell’offerta totale di ETH è bloccata nei contratti di staking, con più di 36 milioni di ETH depositati da circa un milione di validatori attivi. Questa quota rilevante di supply non circolante riduce strutturalmente la pressione di vendita sul mercato.

Lo staking individuale richiede 32 ETH e un nodo sempre online. Chi non ha questa disponibilità può accedere allo staking liquido tramite protocolli come Lido o Rocket Pool, oppure tramite exchange centralizzati che offrono staking con importi minimi, ricevendo in cambio una ricompensa annuale che al 2026 oscilla tipicamente tra il 3% e il 5% annuo in ETH.

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Il meccanismo deflazionistico di EIP-1559

L’EIP-1559 (Ethereum Improvement Proposal 1559), implementato nell’agosto 2021 con l’aggiornamento “London Hard Fork”, ha trasformato la struttura delle fee di Ethereum introducendo un meccanismo di burn: parte delle fee pagate per ogni transazione non va ai validatori ma viene distrutta definitivamente, riducendo l’offerta circolante di ETH.

In pratica ogni blocco Ethereum ha una base fee (determinata algoritmicamente in base alla congestione della rete) che viene bruciata interamente. I validatori ricevono solo la priority fee (o “tip”), la mancia aggiuntiva che gli utenti possono aggiungere per accelerare la propria transazione. Il risultato: quando l’attività sulla rete è elevata, la quantità di ETH bruciata supera quella emessa per le ricompense ai validatori, rendendo ETH deflazionistico nei periodi di alta congestion.

Dall’implementazione di EIP-1559 ad oggi, sono stati bruciati definitivamente oltre 4,5 milioni di ETH, un valore che al cambio corrente rappresenta miliardi di dollari rimossi per sempre dall’offerta. Questa è la base della narrativa “ultrasound money” attorno a Ethereum: a differenza di Bitcoin (offerta fissa in emissione ma decrescente) e delle valute fiat (offerta potenzialmente illimitata), ETH può contrarsi in modo dinamico in risposta all’attività di rete.

Va detto con precisione: Ethereum non ha supply massima fissa. Se l’attività di rete scende (come accaduto dopo l’aggiornamento Dencun del 2024, che ha abbassato i costi dei Layer 2 riducendo il burn sulla mainnet), l’emissione può superare il burn e la supply può tornare temporaneamente inflazionistica. È una proprietà monetaria più complessa di quella di Bitcoin, non migliore né peggiore: dipende dall’uso effettivo della rete.

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DeFi, NFT e Layer 2: l’ecosistema Ethereum

Ethereum è la blockchain su cui è nato e risiede ancora la maggior parte dell’ecosistema DeFi globale. Protocolli come Uniswap (exchange decentralizzato), Aave (prestiti), MakerDAO (stablecoin DAI) e Curve (stablecoin swap) operano su Ethereum e gestiscono complessivamente miliardi di dollari di liquidità. La caratteristica che li accomuna: nessuna azienda può bloccare, censurare o modificare i fondi degli utenti unilateralmente.

Gli NFT (Non-Fungible Token) sono token unici non replicabili emessi su Ethereum tramite standard come ERC-721 e ERC-1155. Ogni NFT è verificabile on-chain: proprietà, storia delle transazioni e autenticità sono pubbliche e immutabili. Il picco del mercato NFT nel 2021-2022 è avvenuto quasi interamente su Ethereum; la domanda di transazioni NFT è stato uno dei principali driver del burn EIP-1559 in quei periodi.

Il tema scalabilità è stato a lungo il tallone d’Achille di Ethereum: la rete principale può processare circa 15-30 transazioni per secondo (TPS), troppo poche per un’adozione di massa con fee accessibili. La soluzione è l’ecosistema Layer 2: blockchain secondarie che processano le transazioni fuori dalla mainnet e le aggregano in batch su Ethereum, ereditandone la sicurezza. ArbitrumOptimismBase e zkSync sono i principali Layer 2 Ethereum, con fee medie che nel 2026 si aggirano su frazioni di centesimo di dollaro per transazione.

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Ethereum in Italia: MiCA, normativa e fiscalità italiana

Ethereum rientra nella categoria generale dei crypto-asset ai sensi del Regolamento (UE) 2023/1114 (MiCA), pienamente operativo dal dicembre 2024. Come Bitcoin, ETH è classificato come crypto-asset privo di emittente centralizzato identificabile nella sua funzione di valuta di rete, una categoria che MiCA non regola direttamente quanto i token emessi da soggetti identificabili. Gli exchange e i prestatori di servizi su ETH devono tuttavia essere registrati come CASP (Crypto-Asset Service Provider) presso l’autorità competente dello Stato membro. In Italia la vigilanza spetta a Banca d’Italia e Consob, con obbligo di registrazione all’OAM per gli operatori già attivi.

Tassazione 2026: plusvalenze e staking. Le plusvalenze da cessione di ETH sono soggette all’aliquota del 33% dal 1° gennaio 2026 (Legge n. 207/2024), senza franchigia, esattamente come per Bitcoin. I premi da staking ETH sono anch’essi tassati al 33% dal 2026 (erano al 26% fino al 2025), classificati come redditi diversi da cripto-attività. L’IVCA (imposta sul valore delle cripto-attività) si applica allo 0,2% annuo sul valore detenuto al 31 dicembre, con un minimo di 1 euro. Il Quadro RW è obbligatorio per chi detiene ETH su exchange esteri o wallet auto-custodiali, indipendentemente dall’importo.

Dal 2026 è in pieno regime la DAC8, la direttiva europea che impone agli exchange di trasmettere automaticamente alle autorità fiscali i dati delle transazioni dei clienti europei. Chi ha usato exchange senza dichiarare ha ora una finestra di esposizione molto ridotta.

⚠️ Nota redazionale: il quadro fiscale è soggetto ad aggiornamento. Verifica sempre la versione più recente su agenziaentrate.gov.it e il testo integrale del Regolamento MiCA su EUR-Lex.

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Come comprare e custodire Ethereum in sicurezza

Acquistare ETH in Italia richiede di scegliere un exchange con licenza CASP MiCA o registrato all’OAM. Le opzioni di acquisto standard sono le stesse di Bitcoin: bonifico bancario, carta di credito o altri metodi disponibili sulla piattaforma scelta.

Percorso per chi inizia:

  • Scegli un exchange registrato OAM o con licenza CASP MiCA: verifica l’elenco aggiornato sul sito OAM ufficiale
  • Completa la verifica KYC: obbligatoria per legge per qualsiasi operatore regolamentato
  • Acquista ETH con euro: tramite i metodi di pagamento disponibili sull’exchange
  • Decidi la custodia e l’eventuale staking: exchange (comodo ma rischio controparte) o wallet auto-custodiale (più sicuro, responsabilità tua)

Custodia: hardware wallet per importi significativi

Come per Bitcoin, la regola fondamentale è not your keys, not your coins. Per Ethereum gli hardware wallet Ledger e Trezor supportano ETH e tutti i token ERC-20. La differenza rispetto a Bitcoin è che Ethereum richiede un wallet compatibile con l’EVM per interagire con smart contract e DeFi. I software wallet più rispettati sono MetaMask (browser extension e mobile, di gran lunga il più usato nell’ecosistema DeFi) e Rabby Wallet (alternativa con migliore gestione delle approval e simulazione transazioni). Entrambi si possono usare in coppia con un hardware wallet per la firma offline.

Chi vuole fare staking senza gestire un nodo completo ha tre opzioni principali: staking liquido tramite Lido (stETH) o Rocket Pool (rETH), staking su exchange regolamentati, oppure – per chi ha 32 ETH – gestione di un validatore autonomo. In tutti i casi i premi sono tassati al 33% dal 2026.

⚠️ Nota redazionale: le informazioni operative sono indicative al maggio 2026. Verifica sempre l’aggiornamento delle piattaforme su ethereum.org.


Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non costituiscono consulenza finanziaria, fiscale o legale.

📅 Ultimo aggiornamento: maggio 2026 – Redazione Cryptonews.it
Questa guida viene revisionata periodicamente per riflettere le ultime variazioni normative e di mercato. Se noti informazioni non aggiornate, scrivi a [email protected]

Domande frequenti su Ethereum (ETH)

Ethereum è una blockchain programmabile che permette di eseguire smart contract, contratti digitali autoeseguibili scritti in codice, senza intermediari. Lanciata il 30 luglio 2015 da Vitalik Buterin, è la piattaforma su cui sono nati la DeFi, gli NFT e l'intero ecosistema delle applicazioni decentralizzate. La valuta nativa è l'Ether (ETH), necessaria per pagare le fee sulla rete.
Bitcoin è progettato principalmente come riserva di valore con supply fissa a 21 milioni. Ethereum è una piattaforma programmabile per smart contract e dApp, con supply non fissa ma con un meccanismo di burn (EIP-1559) che può renderla deflazionistica. Bitcoin usa Proof of Work; Ethereum usa Proof of Stake dal settembre 2022. I casi d'uso sono complementari, non sostitutivi.
The Merge è l'aggiornamento completato il 15 settembre 2022 con cui Ethereum ha abbandonato il Proof of Work (mining) e adottato il Proof of Stake (validatori). Il consumo energetico della rete è crollato di oltre il 99,95%. I validatori depositano 32 ETH come garanzia e vengono selezionati algoritmicamente per produrre nuovi blocchi, invece di competere con potenza di calcolo.
EIP-1559 (agosto 2021) ha introdotto un meccanismo di burn: parte delle fee di ogni transazione viene bruciata permanentemente invece di andare ai validatori. Quando l'attività di rete è elevata, la quantità bruciata supera quella emessa, rendendo ETH deflazionistico. Dall'implementazione sono stati bruciati oltre 4,5 milioni di ETH. Fonte: eips.ethereum.org.
Lo staking individuale richiede 32 ETH e un nodo sempre online. Chi non ha questa disponibilità può usare protocolli di staking liquido (Lido, Rocket Pool) o exchange regolamentati. Al maggio 2026 il rendimento medio è tra il 3% e il 5% annuo in ETH. I premi da staking sono tassati al 33% in Italia dal 2026 come redditi diversi da cripto-attività.
Le plusvalenze da cessione di ETH sono soggette all'aliquota del 33% dal 1° gennaio 2026 (Legge n. 207/2024), senza franchigia. Anche i premi da staking sono tassati al 33% come redditi diversi. L'IVCA è dello 0,2% annuo sul valore al 31 dicembre. Il Quadro RW è obbligatorio per chi detiene ETH su exchange esteri o wallet auto-custodiali. Fonte: Agenzia delle Entrate.
Sì. Acquistare, detenere e vendere Ethereum è legale in Italia. ETH rientra nella categoria dei crypto-asset ai sensi del Regolamento MiCA (UE) 2023/1114. Gli exchange devono essere registrati OAM o avere licenza CASP MiCA. La vigilanza spetta a Banca d'Italia e Consob. I guadagni (cessioni e staking) sono tassati al 33% dal 2026.