Due italiani compaiono nella classifica Forbes dei miliardari globali grazie al settore crypto: Giancarlo Devasini e Paolo Ardoino. Nel 2026, entrambi devono la loro ricchezza a Tether, la stablecoin più capitalizzata al mondo. Ecco chi sono, cosa rappresentano e cosa dicono davvero le stime di Forbes.
Il punto di partenza: perché due italiani dominano la classifica crypto mondiale
Non è una classifica costruita su criteri vaghi. Forbes inserisce ogni anno i propri miliardari in un database verificato, aggiornato sulla base di patrimoni stimati attraverso quote azionarie, partecipazioni dichiarate, prezzi degli asset sottostanti e fonti pubbliche verificabili.
La presenza di Giancarlo Devasini e Paolo Ardoino in questa lista non dipende da token, NFT o speculazione. Dipende da Tether, la società emittente di USDT, la stablecoin con la maggiore capitalizzazione al mondo. Tether nel 2024 ha generato profitti netti per circa 13,7 miliardi di dollari con meno di 200 dipendenti, diventando una delle società più redditizie al mondo in termini di utile per dipendente.
Giancarlo Devasini: chi è l’uomo più ricco d’Italia
Giancarlo Devasini, nato a Torino nel 1964, è cofondatore e Chief Financial Officer di Tether. Ha un passato insolito per un miliardario tecnologico: si è laureato in Medicina, ha esercitato come chirurgo plastico e ha avviato in seguito una carriera nell’elettronica consumer prima di incontrare il settore crypto nei primi anni 2010.
La sua quota stimata in Tether è circa il 47% della società. Nel marzo 2026, Forbes ha stimato il suo patrimonio netto in 89,3 miliardi di dollari, collocandolo al 22esimo posto nella classifica mondiale dei più ricchi, e al primo posto assoluto tra gli italiani, superando Giovanni Ferrero e Andrea Pignataro.
Il dato va letto con cautela. La stima dipende in larga misura dal valore implicito attribuito a Tether, che non è una società quotata. Non esiste quindi una capitalizzazione di mercato pubblica. Forbes utilizza metodologie comparative e le cifre possono variare sensibilmente in base alle assunzioni adottate.
Paolo Ardoino: da ricercatore a 38 miliardi
Paolo Ardoino, nato nel 1984 a Cisano sul Neva (Savona), è il CEO di Tether dal dicembre 2023 e in precedenza ha ricoperto il ruolo di CTO di Bitfinex. Ha iniziato la carriera come ricercatore universitario con uno stipendio intorno agli 800 euro al mese, prima di fondare una società di software e di entrare nell’ecosistema Tether-Bitfinex grazie all’incontro con Devasini.
Nel marzo 2026, Forbes ha stimato il suo patrimonio in 38 miliardi di dollari, posizionandolo come 46esimo uomo più ricco al mondo e tra i primissimi italiani. Una crescita verticale rispetto alla stima di 3,9 miliardi del 2024, riflesso diretto della rivalutazione di Tether e delle quote detenute nel gruppo.
Ardoino è anche diventato noto al pubblico italiano per aver acquisito, secondo quanto riportato, una quota dell’8,2% della Juventus FC, portando la propria visibilità ben oltre il perimetro crypto.
Come leggere correttamente le stime di patrimonio
Le stime Forbes non sono certificazioni contabili. Ogni cifra associata a questi imprenditori risponde a una metodologia che prevede:
- La stima del valore della società (Tether non è quotata)
- La quota detenuta da ciascun soggetto
- Il prezzo degli asset che compongono le riserve (tra cui Bitcoin, titoli di Stato USA, oro)
- L’applicazione di multipli di settore comparabili
Se il prezzo di Bitcoin scende del 30%, il valore stimato delle riserve Tether si riduce. Se i tassi di interesse USA calano, il rendimento sui Treasury diminuisce. La cifra accanto al nome cambia. Non perché qualcuno abbia “perso” quel denaro in senso assoluto, ma perché l’asset sottostante ha un valore variabile.
Esiste una seconda fascia crypto italiana?
Al di fuori di Devasini e Ardoino, non esistono altri italiani inseriti nella classifica Forbes dei miliardari con patrimonio derivante principalmente dal settore crypto in modo verificato e aggiornato al 2026.
Nella fascia correlata, si possono citare profili legati al fintech o alla blockchain enterprise, ma si tratta di imprenditori non ancora documentati da Forbes come miliardari crypto. Nomi come quelli di chi guida le principali piattaforme italiane registrate all’OAM operano su scala ancora molto più ridotta.
| Profilo | Settore | Patrimonio stimato (Forbes) | Fonte | Aggiornato |
|---|---|---|---|---|
| Giancarlo Devasini | Stablecoin (Tether) | 89,3 miliardi USD | Forbes 2026 | Marzo 2026 |
| Paolo Ardoino | Stablecoin / CEX (Tether, Bitfinex) | 38 miliardi USD | Forbes 2026 | Marzo 2026 |
| Seconda fascia italiana | Fintech / blockchain | Non documentata da Forbes | N.D. | N.D. |
Il confine tra crypto, stablecoin, fintech e asset manager
Classificare Devasini e Ardoino come “imprenditori crypto” è corretto ma parziale. La loro ricchezza proviene da una stablecoin, strumento che tecnicamente non specula sul prezzo degli asset digitali ma emette un token agganciato al dollaro, investendo le riserve in titoli di Stato e altri strumenti a basso rischio.
La distinzione conta. Un trader di Bitcoin che ha accumulato fortune durante il bull market 2020-2021 opera su una logica speculativa molto diversa da chi costruisce infrastruttura. Devasini e Ardoino hanno costruito l’infrastruttura di settlement di gran parte del mercato crypto globale, non solo partecipato ai rialzi.
Perché le classifiche cambiano nel tempo
Il patrimonio stimato di Devasini era valutato a 9,2 miliardi nel 2024. Nel settembre 2025 era già salito a circa 22,4 miliardi. Nel marzo 2026 ha raggiunto 89,3 miliardi. Tre stime diverse in meno di due anni.
La ragione è semplice: Tether cresce con l’adozione degli stablecoin e con il prezzo degli asset nelle sue riserve. Quando Bitcoin supera nuovi massimi storici, il valore delle riserve Tether si espande. Quando i tassi di interesse USA sono elevati, i Treasury che Tether detiene rendono di più, aumentando i profitti. Le due variabili si muovono spesso in parallelo nei cicli di espansione crypto.
Quello che colpisce, guardando questi numeri dall’Italia, è lo scarto tra la rilevanza globale di Devasini e Ardoino e la loro quasi totale assenza dal dibattito pubblico italiano fino a pochi anni fa. Tether è la terza entità al mondo per volume di acquisti di titoli di Stato americani, secondo dati pubblici del Tesoro USA.
Un’azienda fondata e guidata in larga parte da italiani, con radici nel Ticino e in Liguria, che processa volumi equivalenti a quelli di alcune banche centrali. Il mercato retail italiano, che opera su piattaforme registrate all’OAM, interagisce quotidianamente con USDT senza sapere che dietro c’è una struttura a forte impronta italiana. Non è un dettaglio secondario: significa che l’Italia ha prodotto due dei protagonisti più rilevanti dell’intera industria finanziaria digitale globale.

Cosa ricordare: Devasini e Ardoino sono i soli due italiani presenti nella classifica Forbes dei miliardari con patrimonio derivante dal settore crypto nel 2026. Le stime variano nel tempo e dipendono dal valore implicito di Tether, che non è quotata. I dati riportati in questo articolo fanno riferimento alla classifica Forbes pubblicata nel marzo 2026.
Nota di aggiornamento: i patrimoni indicati in questo articolo fanno riferimento alle stime Forbes pubblicate nel marzo 2026. Le cifre sono soggette a revisione ad ogni nuova edizione della classifica. In caso di aggiornamenti significativi, il contenuto verrà rivisto. Ultimo aggiornamento: giugno 2026.
Le informazioni hanno scopo puramente informativo e non costituiscono consulenza finanziaria.


