Shiba Inu (SHIB) ha registrato un balzo di circa il 36% oggi, arrivando a un prezzo vicino a 0,0000057 dollari e aggiungendo quasi un miliardo di dollari alla propria capitalizzazione di mercato in una sola giornata. La particolarità del movimento è che non risulta collegato a nessun annuncio ufficiale o sviluppo concreto del progetto. Ma allora che cosa è successo?
Andando con ordine, condividiamo come il token abbia raggiunto una capitalizzazione di mercato vicina ai 3,4 miliardi di dollari, sostenuta da circa 380 milioni di dollari di volumi scambiati in 24 ore, il livello di turnover più alto registrato da mesi. Un incremento di questa portata, privo di un catalizzatore riconoscibile, ha subito attirato l’attenzione degli analisti di mercato.
Dal punto di vista dello sviluppo del progetto non risultano novità particolari da Shibarium, la rete layer-2 legata a SHIB. Anche il resto del comparto dei dog-token non ha seguito lo stesso passo. Nello stesso arco temporale Dogecoin è salito solo del 6%, mentre altri token minori si sono mossi al massimo del 10%. Questo scarto suggerisce che il movimento sia specifico di SHIB, e non il frutto di una più ampia rotazione di capitali verso i memecoin in generale.
Tutto ha origine dalla Corea del Sud
Un elemento che emerge con chiarezza è il peso degli scambi coreani. La coppia SHIB/KRW sulla piattaforma Upbit risulta il mercato singolo più grande per il token, con circa 62 milioni di dollari di volume, oltre un decimo di tutti gli scambi globali, e con un prezzo leggermente più alto rispetto a Binance e alle altre piattaforme che trattano in dollari. I trader sudcoreani sono noti per innescare rally molto marcati su asset ad alta volatilità, e l’andamento di SHIB sembra rientrare in questo schema: una prima spinta nella serata di sabato, circa nove ore di stallo, e una seconda impennata durante la mattinata asiatica.
Anche chi scommetteva al ribasso ha pagato il conto: sono state liquidate posizioni per circa 6 milioni di dollari su SHIB e sul contratto 1000SHIB, coinvolgendo all’incirca 2.300 trader, di cui circa 5 milioni di dollari in posizioni short concentrate soprattutto nell’ora più intensa della seconda ondata di rialzo. Tuttavia queste liquidazioni sembrano essere state una conseguenza della corsa al rialzo, non la sua causa: il loro ammontare non è sufficiente a spiegare un movimento di queste dimensioni.
Ricordiamo che Shiba Inu era nato nell’agosto 2020 come token su Ethereum, creato da uno sviluppatore anonimo noto con lo pseudonimo di Ryoshi e presentato apertamente come un rivale di Dogecoin, senza alcun prodotto reale alle spalle. Da allora il progetto ha sviluppato Shibarium e un ecosistema di token più ampio, ma SHIB resta ancora molto lontano dai massimi del 2021 e continua a muoversi soprattutto sulla base del sentiment retail piuttosto che su risultati concreti dell’ecosistema.



