Bitcoin è sceso fino a 61.400 dollari il 4 giugno 2026, registrando un calo del 7% in 24 ore e oltre il 14% in sette giorni. Michael Saylor, presidente esecutivo di Strategy, ha attribuito il ribasso a una rotazione di capitali verso l’intelligenza artificiale, non a problemi strutturali di Bitcoin.
La diagnosi di Saylor: AI, non impairment
Sul suo profilo X, Saylor ha scritto: «I mercati dei capitali stanno finanziando la crescita dell’AI su scala storica: circa 400 miliardi di dollari in sei mesi. Gli ETF su Bitcoin hanno registrato circa 4 miliardi di dollari di deflussi dal 14 maggio, mettendo pressione sul prezzo. Questa è una rotazione di capitali, non un deterioramento di Bitcoin. La volatilità crea opportunità».
La tesi è precisa: le istituzioni stanno spostando liquidità da Bitcoin verso l’intelligenza artificiale, non uscendo dagli asset rischiosi in senso assoluto. A supporto, Saylor ha citato i mercati azionari di Stati Uniti, Giappone, Taiwan e Corea del Sud, che hanno segnato nuovi massimi storici nello stesso periodo in cui Bitcoin perdeva terreno.
I numeri della settimana nera
Il quadro dei danni dal 14 maggio parla chiaro. Bitcoin ha perso 20.600 dollari, passando da 82.000 a circa 61.400 dollari. La capitalizzazione totale del mercato crypto ha bruciato oltre 406 miliardi di dollari. Le posizioni con leva liquidate ammontano a 10,98 miliardi di dollari. Gli ETF spot su Bitcoin hanno accumulato 4,356 miliardi di dollari di deflussi netti, senza un singolo giorno positivo dal momento in cui il CLARITY Act è avanzato al Comitato bancario del Senato.
Proprio il CLARITY Act segna una data spartiacque. La legge, la più significativa sul fronte della regolamentazione crypto negli Stati Uniti, ha innescato una riapertura posizionale in molti portafogli istituzionali secondo quanto riportato dagli analisti che seguono la vicenda.
Chi segue il mercato italiano sa che episodi come questo hanno un effetto amplificato sull’investitore retail. Su piattaforme CEX, i movimenti bruschi di Bitcoin attivano spesso vendite emotive, indipendentemente dalla diagnosi di fondo. Non è un dettaglio secondario: Saylor offre una lettura razionale del ciclo, ma il retail spesso non aspetta che il ciclo si concluda. La domanda che ci poniamo è quanti degli investitori che hanno acquistato Bitcoin tra gennaio e aprile 2026 reggano psicologicamente un calo del 22,7% dai massimi di quattro settimane fa.
Strategy stessa ha venduto 32 BTC tra il 26 e il 31 maggio a un prezzo medio di 77.135 dollari per coin, raccogliendo 2,5 milioni di dollari netti per finanziare i dividendi sulle azioni privilegiate STRC. Una cifra trascurabile rispetto a un portafoglio da 843.706 BTC… ma il mercato ha letto anche questo come un segnale di pressione.
Bitcoin si muove attorno ai 62.000-63.000 dollari mentre i deflussi dagli ETF proseguono. Il CLARITY Act deve ancora completare il suo percorso legislativo al Senato. Strategy mantiene 843.706 BTC in portafoglio senza ulteriori vendite dichiarate.
Le informazioni hanno scopo puramente informativo e non costituiscono consulenza finanziaria.



