Bitcoin ha toccato 61.300 dollari il 3 giugno 2026, segnando il livello più basso da febbraio. Il calo supera il 25% in meno di un mese, mentre i grandi detentori continuano a liquidare posizioni e il contesto normativo statunitense resta incerto.
La correzione in cifre
La discesa accelera dopo che il prezzo ha perso in rapida sequenza i livelli di supporto a 70.000, poi a 65.000 dollari. Nel momento peggiore della sessione del 3 giugno, Bitcoin ha toccato i 61.300 dollari prima di rimbalzare leggermente a circa 63.000 dollari. La perdita calcolata dall’inizio del 2026 supera il 30%, un dato che colloca questo anno tra i peggiori per Bitcoin in rapporto agli altri asset rischiosi nella memoria recente.
Il massimo storico rimane quello del 6 ottobre 2025, quando il prezzo aveva raggiunto i 126.200 dollari. La correzione complessiva dai massimi supera quindi il 50%. Non è una discesa lineare: il mercato aveva già segnato minimi simili a febbraio 2026, quando Bitcoin era sceso vicino ai 60.000 dollari prima di recuperare quota.
Chi sta vendendo e perché
A guidare la pressione ribassista sono i grandi detentori di lungo periodo, le cosiddette whale, che nelle ultime settimane hanno liquidato miliardi di dollari di posizioni. Un fattore aggravante è il clima normativo negli Stati Uniti: l’incertezza regolamentare spinge diversi operatori istituzionali a ridurre l’esposizione in attesa di chiarimenti legislativi.
James Butterfill, analista di CoinShares, aveva identificato i 70.000 dollari come «livello psicologico chiave» la cui perdita avrebbe aperto la strada alla fascia 60.000-65.000 dollari. Previsione puntuale.
A nostro avviso, il dato più significativo per il mercato italiano non è tanto il prezzo assoluto, quanto la velocità della correzione. Chi aveva acquistato Bitcoin su piattaforme CEX nelle prime settimane del 2026, pensando di entrare dopo un calo già consistente, si trova oggi con perdite rilevanti. La domanda che ci poniamo è se questa accelerazione ribassista produca nuovi ingressi o, come spesso accade nei cali bruschi, accentui la distanza degli investitori retail dal mercato.
L’RSI su base giornaliera è sceso attorno a 17, un livello che storicamente segnala ipervenduto estremo. Tutte e 14 le principali medie mobili tracciate dagli analisti segnalano tendenza al ribasso. La zona dei 61.000-61.300 dollari resta l’ultima linea di supporto identificata prima di un’eventuale discesa verso il realized price su Glassnode, stimato intorno ai 56.000-58.000 dollari.
Cosa succede ora: Bitcoin cerca tenuta sopra 61.000-63.000 dollari dopo aver toccato i minimi da febbraio 2026. Il realized price in area 56.000-58.000 dollari e la media mobile a 200 settimane restano i prossimi riferimenti tecnici in caso di ulteriore discesa.
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