Coinbase ha confermato il 1° maggio 2026 che è stato raggiunto un accordo su una clausola chiave del CLARITY Act americano: le società crypto potranno offrire yield sulle stablecoin, mentre le banche tradizionali restano escluse da questa facoltà.
L’accordo che sblocca la legge
Per mesi il nodo degli yield sulle stablecoin ha paralizzato i negoziati al Senato USA. Le banche volevano il divieto assoluto – le società crypto lo volevano libero. Stando a quanto riportato da Bloomberg, Coinbase ha annunciato che l’accordo è stato trovato: le piattaforme crypto potranno distribuire rendimenti agli utenti che detengono stablecoin, una facoltà che agli istituti bancari tradizionali viene invece esplicitamente negata.
Il mercato ha recepito la notizia in modo immediato. Su Polymarket, le probabilità che il CLARITY Act diventi legge entro il 2026 sono salite al 68% – un balzo di 9 punti percentuali in un solo giorno, secondo quanto riportato da NewsBTC.

Cosa cambia per chi detiene stablecoin
Lo yield sulle stablecoin non è una novità tecnica – esiste già su protocolli DeFi e su alcuni exchange. La differenza è regolamentare: con il CLARITY Act, diventa un prodotto legalmente riconosciuto e normato negli USA, non più una zona grigia. Chi detiene USDT o USDC su piattaforme autorizzate potrà ricevere rendimenti in modo trasparente, con tutele legali esplicite.
Osservando la situazione dall’Italia, è il riflesso diretto su MiCA. La normativa europea non prevede attualmente yield sulle stablecoin – anzi, l’articolo 40 di MiCA lo limita esplicitamente per gli e-money token. Se gli USA aprono questo canale in modo strutturato, la pressione su Parlamento europeo e BCE per rivedere quelle restrizioni aumenterà. Altre piattaforme potrebbero trovarsi a competere con player americani che offrono rendimenti che loro, oggi, non possono proporre.
I prossimi passi
Il CLARITY Act deve ancora superare il voto finale al Senato e la firma presidenziale. La finestra temporale indicata dai mercati di previsione è il 2026 – ma restano passaggi formali da completare.
L’accordo sullo yield delle stablecoin è il segnale più concreto da mesi che una legge crypto organica negli USA sia vicina. Il voto del Senato sarà il prossimo indicatore da monitorare.
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