La S.S. Lazio ha ufficializzato il lancio operativo della partnership con Polymarket, il principale mercato predittivo al mondo. L’accordo vale oltre 22 milioni di dollari. Il logo della piattaforma apparirà sulle maglie biancocelesti. Il problema: Polymarket non è ancora pienamente operativo per gli utenti italiani.
Il lancio alla Formello e le cifre dell’accordo
Ieri, 24 aprile 2026, una delegazione di Polymarket ha visitato il Centro Sportivo di Formello per il lancio operativo della partnership con la Lazio. L’occasione: la presentazione ufficiale della maglia con il brand del partner stampato sopra.
Marco Canigiani, Marketing Director della S.S. Lazio, ha definito l’operazione «un accordo commerciale di considerevole valore economico, superiore ai 22 milioni di dollari, costruito su solide basi industriali». L’accordo è stato sviluppato con il supporto dell’agenzia PalComm, che ha gestito l’operazione in esclusiva per il mercato italiano.
Ma cos’è Polymarket e perché è molto discussa
Polymarket è la piattaforma di prediction market decentralizzata più grande al mondo — attiva su Polygon, con oltre 12.800 mercati aperti e una valutazione intorno agli 11 miliardi di dollari. Gli utenti scommettono sull’esito di eventi reali: elezioni, sport, crypto, macro. Le quote non le fissa un bookmaker: le determina il mercato stesso. I prezzi riflettono, in tempo reale, la probabilità percepita dalla comunità di trader.
Andrea Mach, Head of Partnerships di Polymarket, ha dichiarato: «Siamo venuti appositamente da New York per la presentazione della maglia. Questa collaborazione è solo l’inizio di un percorso che produrrà nuove forme di engagement con i tifosi».
Il nodo regolatorio italiano — che nessuno vuole nominare
Eccola, la questione scomoda. Lo scorso ottobre 2025, l’ADM — Agenzia delle Dogane e dei Monopoli — aveva inserito Polymarket.com nella blacklist dei siti vietati in Italia, classificandolo come gioco d’azzardo privo di licenza. A dicembre, dopo un ricorso al TAR del Lazio, il blocco era stato rimosso. Il sito è oggi accessibile dalla penisola.
Ma accessibile non significa utilizzabile. Gli utenti italiani possono consultare i mercati, leggere le quote, seguire le scommesse altrui — non possono però operare direttamente. Il trading resta disabilitato per i residenti nel nostro paese. La zona grigia regolamentare non è stata risolta: è stata semplicemente sospesa.
Il comunicato stampa della Lazio cita espressamente che l’accordo è stato sviluppato «nel pieno rispetto delle normative vigenti nel nostro paese». Una precisazione che suona come una cautela — e che solleva una domanda legittima: che tipo di partnership può funzionare pienamente in Italia se la piattaforma non può ancora acquisire utenti italiani?

A nostro avviso, la Lazio ha fatto una mossa commercialmente brillante — 22 milioni di dollari per un brand deal su una piattaforma in ascesa globale non si rifiutano. Quello che colpisce, guardando questa vicenda dall’Italia, è il paradosso: il club più romano possibile porta in maglia un brand che i propri tifosi, da Roma, non possono ancora usare pienamente. Non è un dettaglio secondario — significa che la reale integrazione tra Polymarket e il pubblico italiano dipende interamente da come evolverà il quadro normativo nei prossimi mesi, tra MiCA e le decisioni dell’ADM.
Il focus della partnership
La Lazio ha confermato che questa fase della collaborazione è focalizzata su «modelli innovativi di analytics, forecasting e contenuto digitale avanzato». Nessuna data per un’eventuale operatività piena di Polymarket in Italia.



















