Una singola transazione da 200 milioni di Dogecoin, eseguita tramite Robinhood, ha riacceso l’attenzione del mercato. L’acquisto, del valore stimato di circa 14 milioni di dollari, ha spinto molti trader a chiedersi chi ci sia dietro l’operazione. Al momento DOGE viene scambiato poco sopra 0,073 dollari, con un rialzo giornaliero contenuto ma con un dato che colpisce di più: l’open interest sui derivati ha superato 1,08 miliardi di dollari, segno di un’attività speculativa in forte crescita.
Ad oggi gli operatori tengono d’occhio in particolare l’area di 0,074 dollari, dove si concentra un consistente cluster di liquidazioni. Se i compratori riuscissero a superare questa soglia, gli short seller potrebbero essere costretti a chiudere le posizioni, alimentando uno short squeeze. Al contrario, un’eventuale perdita di slancio rischierebbe di intrappolare chi ha comprato agli ultimi livelli.
Il nome di Musk torna a circolare
Tutto ciò premesso, come spesso accade quando si registrano movimenti così ampi sul token, il nome di Elon Musk è tornato al centro delle speculazioni social, anche se al momento non esiste alcuna prova che colleghi l’imprenditore alla transazione né dati sui wallet che ne confermino il coinvolgimento. Resta il fatto che, vista la storia di Musk nel muovere il prezzo di Dogecoin anche solo con un post sui social, le voci in questi casi si diffondono facilmente.
A parte questo, ricordiamo che dal punto di vista tecnico, DOGE si trova in prossimità del livello di ritracciamento di Fibonacci al 50%, area che ha da poco riconquistato ma che deve ancora confermare come supporto solido. La mappa delle liquidazioni mostra supporto tra 0,0710 e 0,0726 dollari e resistenza tra 0,0754 e 0,0796 dollari, con l’indicatore Supertrend che pone un tetto di breve periodo intorno a 0,0796 dollari. Tuttavia, la domanda sul mercato spot e i volumi restano deboli, un disallineamento che spesso lascia posizioni a leva più esposte.
Lo scenario di base resta un movimento laterale tra 0,071 e 0,074 dollari, in attesa di un catalizzatore concreto; la perdita di quota 0,071 dollari potrebbe invece riportare il prezzo verso 0,070 dollari. Su un orizzonte più lungo, alcuni analisti continuano a indicare obiettivi ben più ambiziosi legati a un eventuale nuovo ciclo rialzista complessivo del mercato cripto, target che restano tuttavia scenari di lungo periodo più che livelli operativi immediati.



