Dal 1° luglio 2026 il regime transitorio del Regolamento MiCA è terminato in tutta l’Unione Europea: solo gli exchange autorizzati come CASP (Crypto-Asset Service Provider) possono legalmente offrire servizi crypto ai residenti UE. Il registro ufficiale tenuto dall’ESMA conta oltre 200 autorizzazioni, ma la situazione cambia rapidamente exchange per exchange, e non tutte le grandi piattaforme che conoscevi hanno completato la procedura in tempo.
In questa guida spieghiamo cos’è una licenza CASP, come verificare se il tuo exchange è davvero autorizzato, quali sono le principali piattaforme regolamentate MiCA, la situazione specifica in Italia con Consob e Banca d’Italia, e cosa fare se il tuo exchange non ha ottenuto l’autorizzazione in tempo.
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Cos’è la licenza CASP e perché conta dal 1° luglio 2026
CASP è l’acronimo di Crypto-Asset Service Provider, la definizione ufficiale usata dal Regolamento MiCA (Markets in Crypto-Assets Regulation, Regolamento UE 2023/1114) per identificare i fornitori autorizzati di servizi su cripto-attività nell’Unione Europea. Diventare CASP significa ottenere un’autorizzazione formale da un’autorità nazionale competente, che in Italia sono Consob e Banca d’Italia.
Il MiCA prevedeva un periodo transitorio durante il quale gli exchange già operativi con licenze nazionali precedenti (in Italia il registro OAM per i VASP) potevano continuare a operare mentre completavano la procedura di autorizzazione CASP. Questo periodo transitorio si è concluso definitivamente il 30 giugno 2026, senza proroghe, come confermato dall’ESMA il 17 aprile 2026.
Dal 1° luglio 2026, ogni piattaforma che offre servizi di scambio, custodia, esecuzione ordini o collocamento di cripto-attività a residenti dell’Unione Europea deve avere l’autorizzazione CASP attiva. Chi opera senza autorizzazione non ha più alcuna base legale per fornire questi servizi ai clienti UE, e rischia sanzioni severe. Il registro ufficiale dei CASP autorizzati è pubblicato e aggiornato dall’ESMA (European Securities and Markets Authority) sul proprio sito istituzionale.

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Come verificare se un exchange è davvero autorizzato MiCA
Con decine di piattaforme che si dichiarano “in regola con MiCA” nel marketing, verificare l’autorizzazione reale richiede un controllo diretto alla fonte, non basarsi su quanto affermato dall’exchange stesso.
Il Registro unico europeo dei CASP. L’ESMA mantiene il registro ufficiale di tutti i prestatori di servizi per le cripto-attività autorizzati nell’Unione. Il registro è consultabile sulla pagina dedicata al MiCA sul sito esma.europa.eu, dove è possibile scaricare il file aggiornato dei CASP autorizzati (denominato CASPS.csv nella sezione dedicata). Al 31 marzo 2026 risultavano 177 CASP autorizzati nell’Unione Europea, cifra salita a oltre 200 nelle settimane successive alla scadenza del regime transitorio.
Passaggi per la verifica:
- Cerca il nome esatto dell’exchange nel registro CASP dell’ESMA
- Controlla che l’entità legale che ti offre il servizio sia esattamente quella autorizzata, non una società collegata o una filiale diversa. Molti grandi exchange operano tramite entità legali distinte in paesi diversi, e non tutte le entità del gruppo sono automaticamente autorizzate
- Verifica in quali servizi specifici l’exchange è autorizzato (custodia, scambio, esecuzione ordini, collocamento): l’autorizzazione CASP può essere parziale e non coprire tutti i servizi offerti
- Controlla la data di autorizzazione e l’autorità che l’ha rilasciata (in Italia: Consob)
Se la tua piattaforma non risulta nel registro, è opportuno valutare con calma lo spostamento degli asset verso un exchange autorizzato, prima che eventuali restrizioni operative rendano l’operazione più complessa.
I principali exchange regolamentati MiCA a luglio 2026
La situazione delle autorizzazioni CASP cambia con frequenza, e non tutte le grandi piattaforme storiche hanno completato la procedura in tempo utile. Ecco il quadro aggiornato a luglio 2026, basato sui dati disponibili nel registro ESMA.
Exchange con autorizzazione CASP confermata (elenco indicativo, verificabile in tempo reale sul registro ESMA):
- Kraken: autorizzato tramite l’entità irlandese Payward Europe Solutions Limited
- Bybit: operativo tramite entità autorizzata nell’UE (Bybit EU)
- Bitpanda: exchange austriaco, tra i primi a completare l’autorizzazione MiCA nell’Unione
- Bitstamp: tra le piattaforme con licenza completa confermata già a giugno 2026
- OKX: tra le piattaforme con licenza completa a giugno 2026 secondo i dati del registro
- Crypto.com, eToro, Revolut, Bitvavo, KuCoin EU: presenti nell’elenco dei CASP autorizzati secondo le rilevazioni di giugno 2026
Situazioni da verificare con attenzione: alcune tra le piattaforme più conosciute a livello globale hanno percorsi di autorizzazione più complessi o non ancora completati in tutte le giurisdizioni UE. Ci sono stati casi di ritiro di domande di autorizzazione in singoli paesi membri e di autorizzazioni ottenute solo tramite entità legali specifiche del gruppo. Prima di fare affidamento su qualsiasi exchange per operazioni rilevanti, verifica sempre lo stato attuale direttamente sul registro ESMA, poiché la situazione di singole piattaforme può cambiare nel giro di settimane.

La situazione in Italia: Consob, Banca d’Italia e i CASP italiani
In Italia, l’autorizzazione CASP viene rilasciata dalla Consob, previo parere della Banca d’Italia sui profili di propria competenza. Le due autorità si dividono la vigilanza secondo le rispettive competenze istituzionali: la Consob sulla trasparenza e correttezza dei comportamenti verso i clienti, la Banca d’Italia sui profili di stabilità e sana gestione.
Il primo CASP italiano autorizzato: CheckSig. Il 19 marzo 2026 la Consob ha rilasciato la prima autorizzazione CASP a CheckSig S.r.l. Società Benefit, che operava precedentemente come VASP nel registro OAM. Con l’autorizzazione, CheckSig è stata cancellata dal registro OAM e iscritta nel Registro unico europeo dei CASP tenuto dall’ESMA. L’autorizzazione le permette di prestare servizi di custodia e amministrazione di cripto-attività, scambio con fondi e altre cripto-attività, esecuzione di ordini, collocamento e trasferimento di cripto-attività per conto dei clienti.
Il secondo CASP italiano: Cryptosmart. Il 24 giugno 2026, con delibera Consob n. 24047, anche l’exchange italiano Cryptosmart ha ottenuto l’autorizzazione CASP, sentita la Banca d’Italia, al termine di un’istruttoria avviata a dicembre 2025. L’autorizzazione le consente di operare in tutta l’Unione Europea con gli stessi servizi previsti per CheckSig.
Il quadro complessivo in Italia: secondo i dati disponibili a fine giugno 2026, in Italia possono operare legalmente 8 CASP autorizzati direttamente da Consob, a cui si aggiunge Banca Sella tramite la propria divisione autorizzata come intermediario bancario abilitato alle cripto-attività. Il numero è in continua crescita con il completamento delle istruttorie in corso.
Il regime transitorio OAM. Gli operatori che risultavano iscritti al registro OAM come VASP dovevano ottenere l’autorizzazione CASP entro il 30 giugno 2026 per continuare a operare legalmente. Chi non ha completato la procedura in tempo non può più offrire servizi di cripto-attività ai clienti italiani dal 1° luglio 2026. La documentazione ufficiale sul processo di autorizzazione CASP è consultabile su bancaditalia.it e sulla pagina dedicata di consob.

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Il passaporto europeo: cosa significa per chi usa exchange stranieri
Uno degli aspetti più rilevanti del MiCA per gli utenti italiani è il cosiddetto passaporto europeo.
Il meccanismo funziona così: un exchange che ottiene l’autorizzazione CASP in un solo paese membro dell’Unione Europea può operare legalmente in tutti gli altri paesi UE, senza dover richiedere un’autorizzazione separata in ciascuno di essi. Questo significa che un exchange autorizzato, ad esempio, in Irlanda o in Austria può offrire i propri servizi a clienti italiani senza passare per un’autorizzazione specifica di Consob.
Il vantaggio pratico per gli utenti è la possibilità di scegliere tra un numero maggiore di piattaforme conformi, non limitandosi ai soli CASP italiani. Il rischio da conoscere è che le regole di tutela specifiche possono variare leggermente nell’implementazione tra le diverse autorità nazionali, pur nel rispetto dello stesso quadro normativo europeo comune. Verificare l’entità legale precisa autorizzata (e in quale paese) rimane il passaggio fondamentale prima di usare qualsiasi piattaforma, anche se dotata di passaporto europeo.
Cosa succede se il tuo exchange non ha la licenza CASP
Se scopri che la piattaforma che usi non è nel registro CASP dell’ESMA, è importante capire cosa succede in pratica, senza farsi prendere dal panico ma agendo con attenzione.
Cosa dovrebbe rimanere possibile: secondo l’interpretazione prevalente della normativa, gli exchange privi di autorizzazione dovrebbero comunque permettere agli utenti di accedere al proprio account e di prelevare i fondi custoditi. La sospensione riguarda la fornitura di nuovi servizi di scambio e trading verso i clienti UE, non necessariamente l’accesso ai fondi già depositati.
Cosa non dovrebbe più essere possibile: un exchange senza licenza CASP non può più legalmente offrire nuovi servizi di scambio, trading, custodia o collocamento a clienti residenti nell’Unione Europea a partire dal 1° luglio 2026. Questo si applica specificamente agli exchange centralizzati: i protocolli DeFi non sono soggetti alle stesse regole di autorizzazione CASP.
Cosa fare in pratica:
- Verifica lo stato di autorizzazione del tuo exchange sul registro ESMA
- Se non è autorizzato, valuta di prelevare i fondi e spostarli verso una piattaforma CASP verificata
- Non aspettare l’ultimo momento: la migrazione di asset importanti richiede tempo, specialmente per posizioni complesse o importi elevati
- Conserva sempre la documentazione delle transazioni per finalità fiscali durante il trasferimento
Le sanzioni per chi opera senza autorizzazione
Il Regolamento MiCA prevede un regime sanzionatorio severo per gli operatori che continuano a offrire servizi di cripto-attività senza l’autorizzazione CASP richiesta.
Le sanzioni amministrative previste dal quadro normativo possono raggiungere fino a 15 milioni di euro o il 12,5% del fatturato annuo totale dell’operatore, a seconda di quale valore risulti più elevato. Si tratta di un regime sanzionatorio paragonabile a quello già in vigore per altre normative finanziarie europee di rilievo, pensato per garantire un effettivo disincentivo all’operatività non autorizzata piuttosto che una sanzione simbolica.
Le autorità nazionali competenti (in Italia, Consob e Banca d’Italia per i rispettivi ambiti) hanno il potere di irrogare queste sanzioni e, nei casi più gravi, di richiedere il blocco dell’accesso alla piattaforma per gli utenti residenti nel territorio nazionale.
Come scegliere un exchange regolamentato: i criteri da valutare
Avere la licenza CASP è un requisito minimo di legalità, non una garanzia di qualità assoluta del servizio. Ecco i criteri utili per una scelta informata tra le piattaforme autorizzate.
Verifica dell’autorizzazione specifica. Non basta che l’exchange dichiari di essere “conforme MiCA”: verifica sempre l’entità legale esatta e i servizi specifici coperti dall’autorizzazione sul registro ESMA, come spiegato in precedenza.
Sicurezza della custodia. Il MiCA impone obblighi specifici di segregazione dei fondi dei clienti dal patrimonio dell’exchange, ma il livello di trasparenza sulle riserve (proof of reserves) e sulla sicurezza tecnica varia tra piattaforme. Le piattaforme più consolidate pubblicano audit periodici delle proprie riserve.
Copertura assicurativa e fondo di garanzia. Alcuni CASP offrono coperture assicurative aggiuntive sui fondi custoditi, oltre ai requisiti minimi di legge. Questo è un elemento di distinzione qualitativa tra piattaforme altrimenti equivalenti sul piano dell’autorizzazione.
Assistenza clienti in lingua italiana. Per gli utenti italiani, disporre di assistenza clienti in italiano e documentazione fiscale localizzata (utile per la dichiarazione dei redditi) è un fattore pratico spesso sottovalutato ma rilevante nella scelta quotidiana.
Struttura delle commissioni. Le commissioni di trading, prelievo e deposito variano significativamente tra piattaforme regolamentate. Confronta la struttura tariffaria completa, non solo la commissione di trading base spesso pubblicizzata.

Fiscalità e obblighi di segnalazione con exchange CASP
L’uso di un exchange autorizzato CASP non cambia gli obblighi fiscali degli utenti italiani, ma modifica in modo sostanziale il modo in cui i dati arrivano all’Agenzia delle Entrate.
DAC8 e trasmissione automatica dei dati. Dal 2026, la direttiva europea DAC8 (Directive on Administrative Cooperation, ottava revisione) impone ai CASP operanti nell’Unione Europea di trasmettere automaticamente alle autorità fiscali competenti i dati delle transazioni e delle posizioni dei propri clienti. Questo significa che chi usa un exchange CASP autorizzato in UE vede i propri dati fiscali trasmessi automaticamente, riducendo drasticamente lo spazio per omissioni involontarie o intenzionali nella dichiarazione dei redditi.
Tassazione delle plusvalenze. Le plusvalenze realizzate tramite exchange CASP seguono le stesse regole fiscali italiane in vigore per tutte le crypto-attività: aliquota del 33% dal 1° gennaio 2026 ai sensi della Legge n. 207/2024, senza franchigia di esenzione.
Quadro RW e monitoraggio fiscale. Gli obblighi di monitoraggio fiscale tramite il Quadro RW (o il nuovo Quadro W) rimangono in vigore anche per le posizioni detenute su exchange CASP esteri autorizzati con passaporto europeo, non solo per wallet auto-custodiali o piattaforme extra-UE.
IVCA. L’imposta di bollo virtuale sulle cripto-attività (IVCA) allo 0,2% annuo si applica indipendentemente dalla piattaforma usata, sul controvalore in euro detenuto al 31 dicembre di ogni anno. Per informazioni aggiornate sugli obblighi fiscali, consulta sempre la sezione dedicata sul sito dell’Agenzia Delle Entrate.
⚠️ Nota redazionale: il quadro normativo e fiscale sulle cripto-attività è in continua evoluzione. Consulta sempre un professionista per la tua situazione specifica e verifica lo stato di autorizzazione aggiornato di qualsiasi exchange direttamente sul registro ESMA prima di operare.
Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non costituiscono consulenza finanziaria, fiscale o legale. Lo stato di autorizzazione CASP delle singole piattaforme può cambiare rapidamente: verifica sempre i dati aggiornati sul registro ufficiale ESMA prima di qualsiasi decisione operativa.
📅 Ultimo aggiornamento: luglio 2026 – Redazione CryptoNews.it
Questa guida viene revisionata periodicamente per riflettere le ultime variazioni normative e di mercato.



