Banca d’Italia ha pubblicato il 30 luglio uno studio che smonta un luogo comune: le rimesse in stablecoin non sono sistematicamente più economiche di quelle tradizionali. I costi variano dallo 0,30% al 9%, a seconda del corridoio.
Lo studio di Banca d’Italia sulle rimesse in USDC
Il paper si intitola «Are Stablecoins Efficient for Remittances? Evidence from a Mystery Shopping Exercise by Banca d’Italia» ed è il numero 86 della collana «Mercati, infrastrutture, sistemi di pagamento». I ricercatori, A. Di Iorio, E. Di Stefano, M. Mascioli e G. Trebeschi, hanno voluto verificare sul campo se le stablecoin battano davvero i canali di rimessa classici in termini di costo e velocità.
Il metodo scelto è concreto: un esercizio di mystery shopping. Tra il 24 e il 26 marzo 2026, il team ha eseguito trasferimenti reali di 200 USDC lungo dieci corridoi che collegano l’Italia con Argentina, Brasile, Sudafrica, Emirati Arabi Uniti e Giappone. Non simulazioni, ma pagamenti effettivi, cifra alla mano.
I costi reali, corridoio per corridoio
Il risultato principale è netto: le stablecoin non offrono un vantaggio di costo sistematico. I costi totali oscillano dallo 0,30% al quasi 9% dell’importo trasferito, e la componente on-chain pesa in media solo lo 0,4% sul totale.
Il corridoio Italia-Argentina è risultato il più economico, con un costo dello 0,30%. All’opposto, il percorso Argentina-Italia ha toccato quasi il 8,96%, un valore simile a quello registrato per Emirati Arabi Uniti-Italia, intorno all’8,95%. Il trasferimento Brasile-Italia si è invece fermato al 2,21%.
La vera differenza, secondo lo studio, non nasce dalla blockchain. Nasce dalle fasi di conversione tra valuta fiat e criptovaluta, cioè dall’on-ramp e dall’off-ramp. Sono questi passaggi, non il trasferimento distribuito, a determinare buona parte del costo finale.
Velocità: dipende dalle infrastrutture locali
Anche sulla rapidità dell’operazione, il quadro è tutt’altro che uniforme. Dove esistono sistemi di pagamento istantaneo, il regolamento si conclude in meno di 20 minuti. Dove invece è necessario un bonifico bancario standard, il processo si allunga fino a uno o due giorni lavorativi.
Confrontando i risultati con Wise, uno dei principali operatori di trasferimento denaro a livello globale, la stablecoin è risultata più economica in tre corridoi: Italia-Argentina, Italia-Sudafrica e Brasile-Italia. In quest’ultimo caso, USDC ha costato 2,21% contro un range Wise tra 4,68% e 4,89%. In altri quattro corridoi, però, USDC si è rivelata più costosa dei canali tradizionali.
A nostro avviso, questo studio dovrebbe far riflettere chi presenta le stablecoin come soluzione universale per le rimesse verso l’Italia o dall’Italia. Chi promette sempre risparmio garantito rischia di prendere un granchio. Il dato tecnico di Banca d’Italia dice una cosa più utile: contano il corridoio, l’infrastruttura di pagamento locale e la qualità degli exchange usati per convertire fiat e criptovaluta, non lo strumento in sé.
La posizione del Governatore Panetta
Il tema non è nuovo per l’istituto. Il Governatore Fabio Panetta, in un intervento del 5 maggio 2026 a Londra, aveva già anticipato la sostanza dei risultati. Le soluzioni basate su stablecoin, secondo un’analisi preliminare della Banca d’Italia, non offrono un vantaggio di costo sistematico, con differenze marcate tra corridoi che in alcuni casi raggiungono il 9%.



