Nei giorni precedenti la scadenza MiCA del 1° luglio, decine di operatori crypto hanno ottenuto in extremis l’autorizzazione CASP. Il registro ESMA mostra ancora un ampio divario tra aziende autorizzate e operatori attivi in Europa.
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L’ultima corsa prima del cutoff
Bitcoin Suisse, tra le società di servizi finanziari crypto più longeve d’Europa, ha annunciato che la sua controllata in Liechtenstein ha ottenuto l’autorizzazione CASP pochi giorni prima della scadenza. L’approvazione è arrivata dalla Financial Market Authority del Liechtenstein e permette all’azienda di offrire i propri servizi in mercati selezionati dell’area SEE tramite passaporto europeo.
Anche Ripple ha comunicato di aver raggiunto la fase finale per ottenere l’autorizzazione in Lussemburgo. Nel frattempo, aziende come Coinbase, Kraken, Crypto.com, OKX e Bitstamp avevano già messo in sicurezza le proprie approvazioni in varie giurisdizioni europee.
Il divario resta ampio
A fine giugno 2026, il registro ESMA contava circa 230 CASP autorizzati, a fronte di una stima di 1.100-1.300 operatori attivi sotto i precedenti regimi nazionali pre-MiCA. Il divario numerico è significativo, anche se il volume di trading resta concentrato su poche grandi piattaforme, il che riduce l’impatto economico reale rispetto al semplice calo del numero di soggetti autorizzati.
Delle autorizzazioni concesse fino a oggi, solo 14 coprono effettivamente piattaforme di trading crypto, un collo di bottiglia che pesa soprattutto sull’infrastruttura di mercato. Germania guida la classifica nazionale con 55 licenze, seguita da Paesi Bassi con 29 e Francia con 19.
Chi segue il mercato italiano sa che la questione non riguarda solo le grandi piattaforme internazionali. Anche gli operatori retail italiani devono verificare costantemente lo stato regolatorio dei propri fornitori di servizi, perché il passaggio da un regime nazionale a uno europeo unificato comporta rischi concreti di interruzione del servizio per chi resta indietro nella corsa alla licenza.
Cosa succede a chi resta fuori
L’ESMA ha chiarito che dal 1° luglio non esisterà più uno stato intermedio di attesa. Le società senza autorizzazione saranno considerate in violazione della normativa UE e dovranno avviare un processo di chiusura ordinata delle attività, tutelando comunque gli interessi dei clienti esistenti.
Il registro ESMA continuerà ad aggiornarsi con le nuove autorizzazioni concesse nelle prossime settimane, secondo quanto riportato dai regolatori nazionali coinvolti nel processo.
Le informazioni hanno scopo puramente informativo e non costituiscono consulenza finanziaria.



