Justin Sun contro Trump: accusa il progetto WLFI di poter congelare i fondi degli utenti

foto copertina autore cryptonews Umberto
Articolo scritto e verificato da
Umberto Gelmini
foto copertina autore cryptonews Umberto
Articolo scritto e verificato daUmberto Gelmini
Fondatore e giornalista
Umberto Gelmini è un Crypto researcher e analista di mercato nato nel 1999, fondatore e autore principale di CryptoNews.it, portale Italiano dedicato all'informazione e all'analisi del...
Justin Sun contro Trump accusa il progetto WLFI

World Liberty Financial (WLFI), il progetto crypto collegato al presidente degli Stati Uniti Donald Trump, è al centro di accuse gravi: Justin Sun, fondatore di Tron e uno dei suoi maggiori investitori, afferma pubblicamente che il team avrebbe inserito nel contratto smart una funzione nascosta capace di congelare i fondi degli utenti senza preavviso.

Aggiungi CryptoNews.it come fonte preferita su Google

Justin Sun: “Il mio wallet è stato bloccato nel 2025”

Sun non si è limitato a una critica esterna. In un post pubblicato il 12 aprile 2026 sulla, ha dichiarato che il suo wallet personale era già stato inserito in blacklist nel 2025, rendendolo – a suo dire – la prima e più grande vittima del meccanismo che denuncia.

L’investitore aveva versato oltre 100 milioni di dollari nel progetto in due tranche separate, convinto – scrive – di sostenere “una piattaforma di finanza decentralizzata aperta al pubblico”. Secondo Sun, l’episodio di blocco che lo ha coinvolto rappresenta l’opposto dei principi su cui si fonda la DeFi.

“Al momento, WLFI non ha rilasciato alcuna risposta pubblica ufficiale alle accuse.”

L’analisi on-chain: 5 miliardi di token WLFI usati come garanzia

Parallelamente alle accuse di Sun, la società di analisi blockchain Arkham Intelligence, ha documentato una struttura finanziaria che ha sollevato ulteriori interrogativi tra gli osservatori del settore.

Secondo i dati on-chain:

  • WLFI ha depositato circa 2 miliardi di token propri nel protocollo di lending Dolomite, ottenendo in prestito oltre 31 milioni di dollari in stablecoin.
  • Il progetto rappresenta oggi circa il 55% della liquidità totale di Dolomite.
  • A febbraio, 14 milioni di dollari in USD1 (la stablecoin interna) erano stati usati per ottenere 11,4 milioni di USDC.
  • Altri 12,5 milioni di USD1 sono stati trasferiti direttamente a Coinbase Prime, bypassando il sistema di prestito.

In totale, il progetto ha usato circa 5 miliardi di token auto-emessi per raccogliere circa 75 milioni di dollari in liquidità esterna. Diversi analisti hanno paragonato questa struttura a un finanziamento circolare, in cui il collaterale coincide con l’attivo emesso dallo stesso soggetto che si finanzia.

A margine di queste cifre, viene spontanea una riflessione più ampia sulle dinamiche del settore. Se le accuse di Sun trovassero conferma, ci troveremmo davanti all’ennesimo caso di un progetto promosso come DeFi che, nei fatti, mantiene logiche di controllo fortemente centralizzate. È un paradosso ormai fin troppo comune: la narrativa della decentralizzazione viene usata come vetrina per attirare liquidità, ma nel “dietro le quinte” dei contratti smart i team si riservano poteri di veto sui fondi. Un campanello d’allarme che ci ricorda quanto il motto “don’t trust, verify” debba rimanere la regola d’oro per qualsiasi investitore.
– Umberto Gelmini

Un passo indietro: cos’è World Liberty Financial?

Per comprendere la portata delle accuse di Sun, è necessario inquadrare la natura del progetto. World Liberty Financial è stato lanciato con un forte battage mediatico, supportato direttamente dalla famiglia di Donald Trump. Promosso inizialmente come un hub rivoluzionario per democratizzare il credito e slegare gli utenti dal sistema bancario tradizionale, il protocollo ha attirato fin da subito l’attenzione di grandi investitori, le cosiddette “balene” (whales) del settore crypto. L’obiettivo dichiarato era quello di creare un ecosistema DeFi puro, motivo per cui la scoperta di una presunta “backdoor” centralizzata sta creando un tale scalpore nella community.

Il token WLFI cede oltre il 20% in 30 giorni

grafico crollo 20% del progetto world liberty financial in 30 giorni

Il mercato ha registrato l’accumulo di tensioni. Il token WLFI è sceso sotto quota 0,08 dollari, con una perdita superiore al 20% negli ultimi 30 giorni. Il pool di lending USD1 su Dolomite viaggia a una capacità di utilizzo del 93%, restringendo concretamente le opzioni di uscita per chi vuole riscattare i fondi.

Nella prima settimana di aprile sono stati inoltre movimentati 3 miliardi di token WLFI, un dato che ha alimentato ulteriore incertezza tra gli investitori. Sun ha chiuso il suo intervento pubblico con una richiesta diretta al team: sbloccare i token e operare con trasparenza.

*Grafico tratto da CoinGecko

Disclaimer: Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non costituiscono consulenza finanziaria, fiscale o legale. Per maggiori dettagli sulla nostra policy editoriale, leggi il disclaimer completo.
Condividi
foto copertina autore cryptonews Umberto
Articolo scritto e verificato daUmberto Gelmini
Fondatore e giornalista
Seguimi
Umberto Gelmini è un Crypto researcher e analista di mercato nato nel 1999, fondatore e autore principale di CryptoNews.it, portale Italiano dedicato all'informazione e all'analisi del settore delle criptovalute. Da anni segue in prima persona l'evoluzione dei mercati digitali, con una specializzazione in analisi on-chain, ecosistemi DeFi e tecnologia blockchain. La sua attività di ricerca lo ha portato a monitorare quotidianamente trend di mercato, sviluppi normativi e innovazioni nel panorama crypto globale, con l'obiettivo di tradurre informazioni complesse in contenuti chiari, verificati e utili per il pubblico Italiano. Appassionato di intelligenza artificiale applicata alla finanza decentralizzata e di sviluppo web, integra competenze tecniche e analitiche nella produzione dei contenuti pubblicati su CryptoNews.it.