L’ESMA ha avvertito che i contratti di previsione con esito binario ricadono nel divieto UE sulle opzioni binarie. La dichiarazione, pubblicata il 3 luglio, riguarda direttamente piattaforme come Polymarket.
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L’avvertimento dell’autorità
ESMA, l’autorità europea di vigilanza sui mercati finanziari, ha diffuso una dichiarazione pubblica il 3 luglio 2026. Il messaggio è netto: rinominare un prodotto non cambia la sua natura giuridica. Se un contratto genera un pagamento fisso legato al verificarsi o meno di un evento futuro, la sua classificazione dipende dalla struttura, non dall’etichetta di marketing usata per venderlo.
I cosiddetti «event contract», diventati popolari grazie a piattaforme come Polymarket, rientrano quindi nel perimetro delle misure nazionali che vietano da anni la vendita di opzioni binarie ai clienti retail.
Un divieto che dura da otto anni
Il divieto risale al maggio 2018, quando ESMA introdusse una proibizione temporanea tramite l’Articolo 40 del Regolamento MiFIR sui mercati degli strumenti finanziari. Da allora, la vendita, la distribuzione e il marketing di opzioni binarie verso investitori retail restano bloccati in tutta l’Unione.
Non è un dettaglio secondario: l’autorità ha precisato che nessuna piattaforma di prediction market risulta oggi autorizzata a operare con clienti retail nell’UE. Le società potrebbero offrire questi prodotti solo a clienti professionali, ma esclusivamente con un’autorizzazione da impresa di investimento secondo MiFID II, e solo se il contratto rientra realmente nel perimetro della clientela professionale.
Quello che colpisce, guardando la vicenda dall’Italia, è la portata pratica dell’avviso: anche i risparmiatori italiani che si affacciano su piattaforme estere di prediction market restano fuori da qualunque tutela regolamentare europea, perché l’accesso retail resta bloccato indipendentemente dal fatto che il regolamento avvenga on-chain o tramite infrastrutture tradizionali.
Le implicazioni per il settore crypto
La distribuzione di event contract che si qualificano come strumenti finanziari nell’UE richiede comunque un’autorizzazione come impresa di investimento, anche quando il prodotto viene offerto solo a clienti non retail. Per le piattaforme crypto-native che puntano al mercato europeo di circa 450 milioni di persone, la porta resta quindi chiusa lato retail, indipendentemente dalla tecnologia di regolamento usata.
ESMA non ha indicato scadenze per ulteriori chiarimenti normativi, ma la dichiarazione resta valida come riferimento immediato per le autorità nazionali competenti.
Le informazioni hanno scopo puramente informativo e non costituiscono consulenza finanziaria.



