Christine Lagarde, presidente della Banca Centrale Europea, sarebbe intervenuta personalmente per bloccare la richiesta di licenza MiCA di Binance in Grecia. Secondo un’inchiesta del Wall Street Journal, Lagarde avrebbe chiesto al premier greco Kyriakos Mitsotakis di non approvare l’autorizzazione, con l’obiettivo di tenere fuori dall’Unione Europea l’exchange che negli Stati Uniti ha ammesso violazioni penali.
La ricostruzione della vicenda greca
A fine maggio, Binance si preparava a un annuncio importante. Le autorità greche avevano comunicato che la domanda per una licenza valida in tutta Europa era completa. Un comunicato titolato «Major Milestone» era già pronto, e il CEO Richard Teng progettava un viaggio ad Atene per un servizio fotografico con il primo ministro, mentre il vicedirettore locale stava per firmare un contratto d’affitto per un ufficio.
Pochi giorni dopo, un alto funzionario della Hellenic Capital Market Commission avrebbe informato Binance che Lagarde era intervenuta personalmente per bloccare la domanda, secondo persone informate sui fatti citate dal Wall Street Journal. Le autorità greche avevano comunicato all’ESMA all’inizio di giugno l’intenzione di approvare la licenza. Nel giro di un giorno, il vicepresidente della commissione avrebbe informato Binance che Lagarde aveva chiesto al premier di non approvarla. Il regolatore avrebbe avvertito che non poteva procedere senza il sostegno di Mitsotakis, che due settimane prima era seduto accanto a Lagarde a un forum in un resort balneare greco.
Secondo il funzionario, Lagarde voleva rinviare la decisione fino a quando l’ESMA non avesse assunto le competenze di licenza sugli exchange crypto dai regolatori nazionali, una proposta che la BCE aveva sostenuto formalmente ad aprile per prevenire il «rischio di migrazione verso il sistema bancario». Lagarde avrebbe inoltre voluto proteggere il progetto dell’euro digitale della BCE e temeva che le dimensioni di Binance avrebbero consolidato il predominio delle stablecoin in dollari in Europa, che rappresentano oltre il 99% del mercato globale delle stablecoin.
I precedenti giudiziari e il contesto normativo
Binance e il fondatore Changpeng Zhao si sono dichiarati colpevoli nel 2023 di violazioni antiriciclaggio che avevano trasformato l’exchange in un hub globale di denaro sporco, pagando una multa record di 4,3 miliardi di dollari. Il presidente Trump ha graziato Zhao lo scorso ottobre, dopo che aveva scontato quattro mesi di prigione.
Quest’anno, il Dipartimento di Giustizia statunitense ha indagato sull’uso di Binance da parte dell’Iran per eludere le sanzioni statunitensi. I procuratori federali hanno dichiarato questa settimana, nell’ambito di un caso di confisca, che una rete iraniana avrebbe usato Binance per veicolare pagamenti relativi al petrolio iraniano da acquirenti cinesi. Un portavoce di Binance ha dichiarato che il caso civile non contiene accuse di illeciti da parte dell’exchange, sottolineando una politica di «tolleranza zero per le violazioni delle sanzioni».
Separatamente, l’ESMA aveva già consigliato privatamente ai regolatori nazionali di bloccare le domande di Binance per i suoi precedenti di conformità, secondo un precedente articolo del Wall Street Journal.
Il ritiro della domanda e le versioni contrastanti
Binance aveva iniziato a perseguire il piano greco oltre un anno fa, attratta dall’invito del premier Mitsotakis alle aziende straniere a «venire per il sole, restare per le tasse e la tecnologia». I dirigenti avevano promesso alle autorità greche 200 milioni di euro di entrate fiscali e 100 posti di lavoro ben retribuiti locali. Binance aveva presentato domanda a fine 2025 attraverso una società locale, Binary Greece, controllata da un’entità con sede ad Abu Dhabi di cui Zhao è azionista.
Una settimana dopo la riunione del comitato, funzionari della HCMC avrebbero comunicato a Binance che la licenza non sarebbe stata concessa, citando una mancanza di «convergenza». Binance ha ritirato la domanda a metà giugno prima che il consiglio della commissione potesse respingerla formalmente.
La commissione greca ha dichiarato di aver valutato la domanda «indipendentemente ed esclusivamente rispetto ai requisiti UE e nazionali applicabili». Il portavoce della HCMC ha affermato che le dichiarazioni attribuite ai suoi funzionari non sarebbero state effettivamente pronunciate da loro, senza fornire ulteriori dettagli. Vassilis Karatzas, consigliere del ministro delle Finanze greco, ha dichiarato che il governo non ha avuto «alcun ruolo» nella valutazione della domanda.

