Nexo ha confermato la propria conformità normativa nello Spazio Economico Europeo prima dell’entrata in vigore piena del regolamento MiCAR, affidando custodia e brokerage a due partner tedeschi autorizzati.
Come funziona il nuovo assetto operativo
La piattaforma di asset digitali opera attraverso una struttura localizzata, dividendo l’infrastruttura tra due soggetti tedeschi già titolari di licenza MiCAR. Tangany fornisce il servizio di custodia di livello istituzionale per gli asset digitali dei clienti Nexo nello Spazio Economico Europeo. Parallelamente, DLT Finance, autorizzata sia sotto MiFID II sia sotto MiCAR, si occupa del brokerage degli asset digitali e degli strumenti finanziari collegati.
Perché la scelta dei due partner tedeschi
La separazione tra custodia e brokerage riflette un approccio che punta a distribuire le funzioni regolamentate su soggetti già abilitati, evitando così la necessità di richiedere licenze dirette in ogni singola giurisdizione europea. Un impianto che, in un certo senso, richiama il vecchio adagio secondo cui non bisogna mettere tutte le uova nello stesso paniere: qui la logica si applica proprio alla distribuzione delle responsabilità di compliance tra due entità distinte, ciascuna specializzata nel proprio ambito autorizzativo.
Cosa cambia per gli utenti europei
Per gli utenti di Nexo residenti nello Spazio Economico Europeo, la struttura annunciata dovrebbe garantire continuità nell’accesso ai servizi di custodia e trading di asset digitali senza interruzioni legate alla transizione normativa. La conformità dichiarata riguarda specificamente l’infrastruttura di custodia e brokerage, mentre resta da vedere come l’azienda gestirà eventuali altri servizi offerti nella regione.
Un quadro che riguarda anche l’Italia
Chi segue da vicino l’evoluzione della regolamentazione crypto in Italia sa bene quanto il tema della licenza armonizzata sia diventato centrale negli ultimi mesi, complice il periodo transitorio MiCA discusso anche da Banca d’Italia e Consob. La scelta di Nexo di appoggiarsi a partner già autorizzati offre un esempio concreto di come le piattaforme internazionali stiano cercando strade rapide per restare conformi, un modello che potrebbe interessare da vicino anche gli operatori che guardano al mercato retail italiano.



