MiCAR, ora in Europa scattano i controlli sugli operatori crypto

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Articolo scritto e verificato da
Umberto Gelmini
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Fondatore e giornalista
Umberto Gelmini è un Crypto researcher e analista di mercato nato nel 1999, fondatore e autore principale di CryptoNews.it, portale Italiano dedicato all'informazione e all'analisi del...
Arriva la stretta per operatori non conformi al MiCAR

Per offrire servizi su cripto-attività nell’Unione Europea serve ora un’autorizzazione valida oppure un inquadramento già vigilato compatibile con il nuovo quadro normativo.

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Cosa cambia dopo il periodo transitorio

Con la fine della finestra transitoria prevista dal regolamento europeo, il mercato si è ristretto. Possono restare attivi solo i fornitori abilitati come CASP o gli intermediari già soggetti a vigilanza che abbiano notificato l’avvio di questi servizi secondo le regole applicabili.

Per chi è rimasto fuori, la partita si complica. Le piattaforme prive di autorizzazione non possono continuare a operare normalmente e devono concentrarsi solo sulla gestione dell’uscita, accompagnando i clienti nella chiusura delle posizioni o nel trasferimento degli asset verso soluzioni consentite.

Verifiche e tutele per gli investitori

L’ESMA ha invitato gli utenti a controllare con attenzione se il fornitore utilizzato compaia davvero nel registro europeo dei prestatori di servizi su cripto-attività. Il controllo, però, non va fatto in modo superficiale… perché il nome commerciale da solo non basta.

Anche Consob richiama un punto pratico spesso trascurato: bisogna capire quale società del gruppo stia offrendo concretamente il servizio, dato che le protezioni MiCAR valgono per l’entità autorizzata nell’Unione e non automaticamente per qualsiasi marchio collegato.

Per chi segue il settore, quando si parla di compliance, fidarsi a occhi chiusi è il modo più veloce per sbagliare. A nostro avviso il messaggio è semplice: prima di lasciare fondi su una piattaforma, conviene controllare registri e struttura societaria, perché tra marchio noto e soggetto autorizzato può esserci una distanza tutt’altro che banale.

Come verificare se un fornitore è in regola

Per tutelarsi, gli investitori devono consultare il Registro dei prestatori di servizi per le cripto-attività pubblicato sul sito dell’ESMA. Il controllo va effettuato sulla società che fornisce concretamente il servizio, non sull’insegna commerciale, perché lo stesso marchio può corrispondere a più entità giuridiche registrate in Paesi diversi dell’Unione.

Disclaimer: Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non costituiscono consulenza finanziaria, fiscale o legale.
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Umberto Gelmini è un Crypto researcher e analista di mercato nato nel 1999, fondatore e autore principale di CryptoNews.it, portale Italiano dedicato all'informazione e all'analisi del settore delle criptovalute.Da anni segue in prima persona l'evoluzione dei mercati digitali, con una specializzazione in analisi on-chain, ecosistemi DeFi e tecnologia blockchain. La sua attività di ricerca lo ha portato a monitorare quotidianamente trend di mercato, sviluppi normativi e innovazioni nel panorama crypto globale, con l'obiettivo di tradurre informazioni complesse in contenuti chiari, verificati e utili per il pubblico Italiano.Appassionato di intelligenza artificiale applicata alla finanza decentralizzata e di sviluppo web, integra competenze tecniche e analitiche nella produzione dei contenuti pubblicati su CryptoNews.it.