L’Autorità Europea degli Strumenti Finanziari e dei Mercati ha annunciato che intelligenza artificiale e tokenizzazione diventeranno il fulcro della nuova priorità di supervisione sull’innovazione digitale nell’Unione Europea a partire dal 2027.
La decisione arriva mentre il valore delle azioni tokenizzate nel blocco si avvicina ai due miliardi di euro, un segnale che per i regolatori richiede un monitoraggio più strutturato.
Come funzionerà la nuova vigilanza
Le autorità nazionali competenti dei paesi membri dovranno mappare dove la tokenizzazione si sta diffondendo all’interno delle istituzioni finanziarie, documentando come le società utilizzano o intendono utilizzare intelligenza artificiale e strumenti tokenizzati nei prodotti e nei processi che riguardano direttamente gli investitori. Un gruppo ristretto di società, quelle più esposte a queste tecnologie, sarà sottoposto a controlli di conformità preliminari, un passaggio che ESMA definisce essenziale per costruire competenze condivise tra i supervisori.
Lo strumento scelto per coordinare l’iniziativa è la Union Strategic Supervisory Priority, un meccanismo che ESMA attiva ogni tre anni per individuare fino a due aree di rischio transfrontaliero che richiedono maggiore attenzione e cooperazione tra le autorità nazionali. Questa nuova priorità sull’innovazione digitale si affiancherà a quella già attiva dal 2025 su resilienza informatica e operativa, senza sostituirla.
I rischi individuati dal regolatore europeo
Nel documento tecnico pubblicato, ESMA elenca tre categorie di rischio da monitorare con attenzione: output dell’intelligenza artificiale distorti o ingannevoli, prodotti finanziari che gli investitori faticano a comprendere nella loro reale composizione, e una crescente dipendenza da un numero limitato di fornitori terzi di tecnologia. Quest’ultimo punto non è un dettaglio secondario, perché la concentrazione su pochi operatori tecnologici può trasformarsi in un rischio sistemico se uno di questi dovesse subire un’interruzione di servizio.
I supervisori nazionali valuteranno anche come le società comunicano agli investitori l’uso di queste tecnologie emergenti, verificando la trasparenza delle informative su intelligenza artificiale e asset tokenizzati. L’Autorità ha precisato che l’obiettivo non è soltanto individuare e contenere i rischi, ma anche favorire un’innovazione costruttiva che porti benefici concreti al settore finanziario e al pubblico degli investitori.
Un quadro che guarda oltre la tokenizzazione
ESMA ha inoltre segnalato che i legami crescenti tra asset crypto e finanza tradizionale potrebbero amplificare i rischi sistemici per le istituzioni consolidate, un tema che si intreccia direttamente con la sorveglianza sulla tokenizzazione. Il programma resterà flessibile per adattarsi a tecnologie emergenti non ancora del tutto mature, inclusi i modelli di intelligenza artificiale più avanzati.
Chi semina vento raccoglie tempesta, si dice da sempre, e i regolatori europei sembrano aver imparato la lezione delle innovazioni finanziarie lasciate correre senza controllo. Meglio arrivare con un anno di anticipo che rincorrere un settore già maturo e difficile da disciplinare.

