Il capo della Bank for International Settlements ha dichiarato che le stablecoin non funzionano come mezzo di pagamento credibile su larga scala. Il dibattito sul valore reale degli asset ancorati al dollaro si intensifica mentre i volumi di trading raggiungono record storici.
La critica della BIS alle stablecoin come mezzo di pagamento
Agustín Carstens, direttore generale della BIS, ha affermato al simposio di Jackson Hole del 28 agosto che le stablecoin non superano i test che definiscono una moneta sana: singleness, interoperability e integrity. Ha dichiarato che i depositi tokenizzati offrono un caso più convincente per sfruttare i benefici della nuova tecnologia.
La critica arriva in un momento di crescita esplosiva per il settore. Nel primo trimestre del 2026, il volume di trasferimenti di stablecoin ha raggiunto un record di 4,5 trilioni di dollari, con due terzi dei flussi provenienti dall’Asia. Nel 2025, le stablecoin hanno processato 33 trilioni di dollari di volume on-chain, superando i 25,5 trilioni gestiti da Visa e Mastercard nello stesso periodo.
Tuttavia, il dibattito sul valore intrinseco delle stablecoin resta aperto. Alcuni analisti sostengono che, come derivati del dollaro, le stablecoin ereditano l’instabilità della valuta sottostante. Quando il dollaro si deprezza, il valore reale delle stablecoin scende in sincronia.
Il mercato delle stablecoin tra crescita e contrazione
Il mercato delle stablecoin ha mostrato segnali di contrazione nel 2026. La capitalizzazione è scesa di circa 10 miliardi di dollari dal picco di maggio, attestandosi intorno ai 300 miliardi. Il calo di 7,7 miliardi registrato a giugno è stato il più ampio mensile dal crollo di Terra nel maggio 2022.
Nonostante la riduzione della capitalizzazione, i volumi di transazione hanno raggiunto livelli record. A giugno, le stablecoin hanno regolato 1,79 trilioni di dollari in volume transazionale aggiustato, un massimo storico in crescita del 63% rispetto a maggio e del 125% su base annua.
Mastercard ha acquisito BVNK, società di infrastruttura stablecoin con sede a Londra, per un massimo di 1,8 miliardi di dollari a marzo 2026. L’operazione rappresenta la scommessa più grande del network di pagamenti sulla mainstreamizzazione delle valute digitali.


