Banche britanniche, prima transazione interbancaria tokenizzata

foto copertina autore cryptonews Umberto
Articolo scritto e verificato da
Umberto Gelmini
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Fondatore e giornalista
Umberto Gelmini è un Crypto researcher e analista di mercato nato nel 1999, fondatore e autore principale di CryptoNews.it, portale Italiano dedicato all'informazione e all'analisi del...
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Le maggiori banche del Regno Unito hanno completato quello che UK Finance, l’associazione di categoria del settore bancario britannico, definisce il primo trasferimento interbancario al mondo tramite depositi tokenizzati.

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L’operazione segna un passo avanti concreto per una forma di moneta bancaria commerciale basata su blockchain, considerata dalla Bank of England un’alternativa più sicura rispetto alle stablecoin private.

Cosa sono i depositi tokenizzati

Un deposito tokenizzato è un normale deposito bancario registrato su un registro distribuito piuttosto che sul sistema contabile interno dell’istituto. Mantiene lo stesso status legale e le stesse tutele di un deposito ordinario, ma può regolarsi istantaneamente ed essere programmato per muoversi solo quando si verificano determinate condizioni contrattuali. È una differenza sottile ma decisiva rispetto alle stablecoin, che rappresentano invece una passività separata dal sistema bancario tradizionale.

Le due operazioni che hanno fatto la storia

Lloyds Banking Group, NatWest e Barclays hanno eseguito due transazioni di rifinanziamento immobiliare utilizzando depositi tokenizzati, con i fondi trattenuti e rilasciati automaticamente al completamento della compravendita. Parallelamente, un gruppo di tre banche che includeva HSBC ha condotto un pagamento simulato tra due clienti privati, replicando l’acquisto su un marketplace online: il denaro dell’acquirente è rimasto bloccato fino alla verifica della consegna della merce, anche se in questo caso non si è trattato di uno scambio di beni reali.

Le transazioni rientrano nel progetto Great British Tokenised Deposit, lanciato lo scorso anno sotto la guida di UK Finance. Vi partecipano complessivamente sette istituti, ovvero Barclays, HSBC, Lloyds, Monzo, NatWest, Nationwide e Santander, con il supporto tecnico di Quant e quello legale dello studio Linklaters, oltre alla società di revisione EY.

Perché Londra scommette sui depositi bancari digitali

La scelta di puntare su questa tecnologia riflette una preferenza dichiarata dalla Bank of England, il cui governatore ha più volte invitato il settore a privilegiare i depositi tokenizzati rispetto alle stablecoin emesse da soggetti privati. La Financial Conduct Authority non dovrebbe finalizzare la propria regolamentazione sulle stablecoin prima della fine del 2026, mentre la Bank of England ha già chiarito che le banche possono sperimentare con i depositi tokenizzati nell’ambito della normativa vigente.

Chi va piano va sano e va lontano, si potrebbe dire osservando l’approccio britannico: prima i test interni, poi le simulazioni controllate, e solo ora il primo trasferimento reale tra istituti diversi. Un percorso che sembra scritto apposta per non lasciare nulla al caso in un settore dove la fiducia dei correntisti resta il bene più prezioso.

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Umberto Gelmini è un Crypto researcher e analista di mercato nato nel 1999, fondatore e autore principale di CryptoNews.it, portale Italiano dedicato all'informazione e all'analisi del settore delle criptovalute. Da anni segue in prima persona l'evoluzione dei mercati digitali, con una specializzazione in analisi on-chain, ecosistemi DeFi e tecnologia blockchain. La sua attività di ricerca lo ha portato a monitorare quotidianamente trend di mercato, sviluppi normativi e innovazioni nel panorama crypto globale, con l'obiettivo di tradurre informazioni complesse in contenuti chiari, verificati e utili per il pubblico Italiano. Appassionato di intelligenza artificiale applicata alla finanza decentralizzata e di sviluppo web, integra competenze tecniche e analitiche nella produzione dei contenuti pubblicati su CryptoNews.it.