Il Senato USA ha acceso i riflettori sull’investimento da $500 milioni degli Emirati Arabi in World Liberty Financial, la società crypto della famiglia Trump. L’operazione, siglata quattro giorni prima dell’inaugurazione presidenziale, solleva conflitti di interesse e rischi per la sicurezza nazionale.
L’accordo con Abu Dhabi: chi ha comprato e quanto ha pagato
Il 16 gennaio 2025, quattro giorni prima del ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, rappresentanti del Principe Sheikh Tahnoon bin Zayed Al Nahyan, consigliere per la sicurezza nazionale degli Emirati Arabi Uniti, concludevano un accordo riservato con la famiglia Trump. Il prezzo: $500 milioni per una quota del 49% di World Liberty Financial, la società crypto co-fondata dai figli del presidente Eric e Donald Trump Jr.
La metà dell’investimento è arrivata subito. Secondo i documenti analizzati dal Wall Street Journal, $187 milioni sono stati versati a entità riconducibili direttamente alla famiglia Trump, e ulteriori $31 milioni a entità legate a Steve Witkoff, al tempo inviato presidenziale per il Medio Oriente. Pochi mesi dopo, l’amministrazione Trump approvava la vendita di chip AI avanzati agli Emirati Arabi.
Il portavoce di World Liberty Financial, David Wachsman, ha confermato l’accordo precisando che Trump non era coinvolto nella transazione. La Casa Bianca ha ribadito che i beni del presidente sono in un trust gestito dai figli.
Il Senato si muove: CFIUS, Warren e la richiesta di indagine
L’affare non è rimasto senza risposta al Congresso. La senatrice Elizabeth Warren (D-Massachusetts), membro di punta del Senate Banking Committee, ha definito la vicenda «corruption, plain and simple», chiedendo l’annullamento dell’accordo sui chip e la comparizione di funzionari della Casa Bianca davanti al Congresso.
La senatrice Warren e il senatore Andy Kim hanno formalmente sollecitato il segretario al Tesoro Scott Bessent a valutare l’apertura di un’indagine CFIUS (Committee on Foreign Investment in the United States), il comitato federale che esamina le acquisizioni estere con potenziali implicazioni per la sicurezza nazionale. La questione centrale: la quota emiratina del 49% in una società del presidente configura un’influenza straniera sulle scelte di politica estera americana?
Donald Sherman, direttore di Citizens for Responsibility and Ethics in Washington (CREW), parla di «structural conflict of interest», citando la possibile violazione della Emoluments Clause della Costituzione americana.
Il GENIUS Act, la legge sulle stablecoin firmata da Trump nel luglio 2025, era già sotto esame per i presunti vantaggi diretti alla famiglia presidenziale. L’accordo UAE aggiunge un livello internazionale alla questione… e mette pressione sul percorso del Digital Asset Market Clarity Act, la prossima grande legge crypto USA che deve raccogliere voti bipartisan. Chi investirà su stablecoin denominate in dollari, anche dall’Italia, ha interesse a capire se la credibilità del quadro regolatorio americano regge.
Futuri sviluppi
Il Senato valuta se avviare audizioni formali sul caso World Liberty Financial-UAE. La richiesta di indagine CFIUS al segretario Scott Bessent è agli atti. Il Digital Asset Market Clarity Act attende ancora un voto di plenaria al Senato prima della pausa estiva di agosto.
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