Un ex agente dell’FBI, Patrick Steven Yaroch, è stato incriminato con l’accusa di aver sottratto circa un milione di dollari in criptovalute, secondo un atto d’accusa presentato presso un tribunale federale della Virginia. Le autorità sostengono che l’uomo abbia trasferito Bitcoin e USDC da portafogli digitali collegati a soggetti statali ostili verso conti sotto il proprio controllo.
Cosa afferma l’atto d’accusa
La denuncia penale è stata depositata il 1° agosto 2026 presso la Corte Distrettuale degli Stati Uniti per il Distretto Orientale della Virginia. Sulla base di tale provvedimento, Yaroch deve ora rispondere di trasporto interstatale di beni, titoli e denaro rubati, oltre che di ricettazione, entrambe accuse previste dal codice federale statunitense.
Naturalmente, è fondamentale sottolineare che si tratta al momento solo di accuse: un atto d’accusa non equivale a una condanna, e l’uomo non è stato riconosciuto colpevole di alcun reato. Fonti giornalistiche riferiscono inoltre che sarebbe stato licenziato dall’FBI e arrestato lo stesso giorno in cui gli investigatori hanno perquisito la sua abitazione.
Come sarebbero stati spostati e recuperati i fondi
In ogni caso, secondo la dichiarazione giurata allegata al procedimento, Yaroch avrebbe utilizzato password rinvenute all’interno dei sistemi interni dell’FBI per trasferire i fondi attraverso una decina di transazioni avvenute tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025.
Gli inquirenti hanno rintracciato parte del denaro su due piattaforme: circa 188.570 dollari su un conto Kraken e circa 933.756 dollari nel pool di prestito Suilend. Le cifre effettivamente recuperate, tuttavia, risultano leggermente diverse da quelle individuate inizialmente: circa 925.426 dollari in criptovalute sono stati trasferiti su un portafoglio controllato dal governo statunitense, mentre 165.582 dollari sono stati sequestrati direttamente dal conto Kraken.
Perché il caso è interessante
Ciò che rende la vicenda particolarmente delicata è il ruolo ricoperto dall’indagato. Secondo gli atti, infatti, Yaroch era un agente speciale supervisore con nulla osta di sicurezza di massimo livello, impegnato in indagini di controspionaggio e sicurezza nazionale, con accesso diretto ai sistemi interni dell’FBI.
Il caso solleva quindi interrogativi che vanno oltre il semplice ambito finanziario, toccando temi di sicurezza istituzionale e possibile abuso di informazioni riservate da parte di chi avrebbe dovuto proteggerle…



