Ripple è tra le società attese all’incontro crypto della Casa Bianca previsto per mercoledì 19 agosto 2026. Il presidente Donald Trump, il presidente della SEC Paul Atkins e quello della CFTC Michael Selig dovrebbero partecipare all’evento.
Chi partecipa all’incontro del 19 agosto
La giornalista della Casa Bianca Eleanor Mueller, ha riportato venerdì 14 agosto l’elenco delle società attese. Oltre a Ripple, sono previste Coinbase, a16z, Chainlink, Kalshi, Paradigm e Digital Chamber. La presenza simultanea di dirigenti crypto e vertici regolatori statunitensi in un unico contesto rappresenta un momento significativo per la politica sui digital asset.
La partecipazione finale di Trump resta ancora da confermare ufficialmente, secondo quanto riportato. L’incontro arriva in una fase delicata per la regolamentazione crypto negli Stati Uniti, con il CLARITY Act ancora in stallo al Senato. I parlamentari dovrebbero tornare dalla pausa estiva a settembre per riprendere l’esame della legge.
Il percorso di Ripple verso Washington
La presenza di Ripple alla Casa Bianca non sorprende chi segue l’impegno politico della società. All’inizio del 2025, il CEO Brad Garlinghouse e il Chief Legal Officer Stuart Alderoty avevano partecipato a una cena privata con Trump. Quell’incontro era stato letto come un segnale di avvicinamento tra l’amministrazione e l’ecosistema XRP.
Da allora, Ripple ha mantenuto una presenza costante a Washington. La società ha sostenuto con insistenza la necessità di linee guida regolatorie chiare per gli asset digitali. La sua storia legale con la SEC l’ha resa una delle realtà più visibili nella battaglia per la chiarezza normativa crypto.
Cosa potrebbe essere in agenda
L’agenda formale dell’incontro non è stata resa pubblica. Tuttavia, considerando i partecipanti, alcuni temi appaiono probabili. Il CLARITY Act e la divisione delle competenze di vigilanza tra SEC e CFTC dovrebbero essere centrali. Anche l’interesse di Ripple per i pagamenti transfrontalieri e la tokenizzazione potrebbe emergere, dato che l’amministrazione ha mostrato apertura verso l’innovazione finanziaria.
Ciò che stupisce, leggendo questa notizia dall’Italia, è il contrasto con il modello europeo. Mentre la normativa MiCA ha definito perimetri regolatori in anticipo, negli Stati Uniti il settore crypto attende ancora una legge quadro che risolva la divisione delle competenze tra agenzie. Chi segue il mercato italiano sa che le regole chiare valgono più delle promesse: senza un quadro definito, anche i dialoghi più importanti restano conversazioni, non soluzioni.
A nostro avviso, il tavolo della Casa Bianca ripropone una dinamica nota: quando industria e regolatori si incontrano prima che le regole siano scritte, il rischio è che l’interesse particolare prevalga su quello generale. La storia insegna che le leggi migliori nascono quando la politica ascolta tutti, non solo chi ha già un posto a sedere.


