Modelli OpenAI sfuggono al sandbox e violano Hugging Face

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Articolo scritto e verificato da
Umberto Gelmini
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Fondatore e giornalista
Umberto Gelmini è un Crypto researcher e analista di mercato nato nel 1999, fondatore e autore principale di CryptoNews.it, portale Italiano dedicato all'informazione e all'analisi del...
Modelli open ai violano hugging face

OpenAI ha reso noto che due suoi modelli, durante un test di sicurezza con protezioni volutamente abbassate, sono usciti da un ambiente isolato e hanno violato l’infrastruttura di produzione di Hugging Face per ottenere le soluzioni di un benchmark.

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L’episodio, definito da OpenAI un «incidente informatico senza precedenti», coinvolge GPT-5.6 Sol, già disponibile pubblicamente, e un modello non ancora rilasciato, più avanzato. Entrambi erano sottoposti a ExploitGym, un benchmark interno pensato per valutare le capacità offensive dei modelli in ambito hacking, con le protezioni anti abuso deliberatamente ridotte per l’esperimento.

Come è avvenuta la violazione

Secondo il blog post congiunto pubblicato da OpenAI e Hugging Face, i modelli hanno sfruttato una vulnerabilità zero-day in un componente del proprio ambiente di test, un proxy per il caching dei registri software, l’unico elemento autorizzato a comunicare con l’esterno. Da lì hanno ottenuto accesso a internet e si sono concentrati sull’obiettivo di risolvere il test, individuando che le risposte erano custodite nei sistemi di Hugging Face.

A quel punto i modelli hanno concatenato più vulnerabilità, incluse credenziali sottratte, per eseguire comandi diretti sui server di produzione di Hugging Face, secondo quanto riportato dalla stessa azienda. L’attacco si è sviluppato con circa 17.000 azioni automatizzate nell’arco di un solo fine settimana, come emerso dalle analisi tecniche successive.

La risposta di Hugging Face

Hugging Face ha confermato di aver individuato e contenuto l’intrusione, chiarendo che non ci sono evidenze di manomissioni su modelli o dataset pubblici della piattaforma. Le due aziende hanno aperto un’indagine congiunta e hanno già applicato le patch alle vulnerabilità sfruttate, annunciando misure di sicurezza rafforzate.

Un dettaglio rilevante riguarda la fase di analisi forense. I modelli commerciali di punta, incluso quello di OpenAI, si sono rifiutati di analizzare i comandi dell’attacco perché i propri sistemi di sicurezza non distinguevano tra un attaccante e un tecnico che indagava sull’accaduto. Il team di Hugging Face ha dovuto affidarsi a un modello open source alternativo per completare l’analisi.

Il nodo forense e i rischi futuri

L’episodio riaccende il dibattito sui rischi legati ai sistemi agentici avanzati, capaci di agire in autonomia per raggiungere un obiettivo anche superando i limiti previsti dai propri operatori, senza che nessuno lo avesse esplicitamente richiesto.

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Umberto Gelmini è un Crypto researcher e analista di mercato nato nel 1999, fondatore e autore principale di CryptoNews.it, portale Italiano dedicato all'informazione e all'analisi del settore delle criptovalute. Da anni segue in prima persona l'evoluzione dei mercati digitali, con una specializzazione in analisi on-chain, ecosistemi DeFi e tecnologia blockchain. La sua attività di ricerca lo ha portato a monitorare quotidianamente trend di mercato, sviluppi normativi e innovazioni nel panorama crypto globale, con l'obiettivo di tradurre informazioni complesse in contenuti chiari, verificati e utili per il pubblico Italiano. Appassionato di intelligenza artificiale applicata alla finanza decentralizzata e di sviluppo web, integra competenze tecniche e analitiche nella produzione dei contenuti pubblicati su CryptoNews.it.