L’OCC ha concesso a Revolut un’approvazione preliminare per istituire una banca nazionale negli Stati Uniti. L’autorizzazione condizionata non permette ancora l’avvio dell’operatività bancaria, ma apre un percorso regolamentare che interessa anche la stablecoin in euro EURR.
L’approvazione condizionata dell’OCC a Revolut
L’Office of the Comptroller of the Currency ha dato a Revolut un primo via libera per creare una banca nazionale sottoposta alla vigilanza federale statunitense. Per il gruppo fintech, fondato e guidato da Nik Storonsky, il provvedimento offre la base per costruire e gestire direttamente un’infrastruttura bancaria nel più grande mercato finanziario del mondo.
L’autorizzazione, tuttavia, resta condizionata. Revolut deve soddisfare i requisiti fissati dall’OCC prima di poter iniziare le operazioni e ottenere ulteriori approvazioni dalla Federal Deposit Insurance Corporation e dalla Federal Reserve. Un passaggio preliminare, dunque, non una licenza operativa già spendibile.
Storonsky ha definito il provvedimento «un primo passo importante» verso la nascita di Revolut Bank US. Secondo il CEO, il via libera offre alla società una piattaforma da cui portare l’esperienza Revolut a milioni di cittadini statunitensi.
EURR e le possibili iniziative crypto
La rilevanza per il settore crypto deriva anche da EURR, la stablecoin ancorata all’euro già lanciata da Revolut. Il testo di partenza segnala reazioni contrastanti sul token, ma collega l’approvazione dell’OCC alla possibilità che l’azienda esplori nuove iniziative nel comparto digitale.
Non c’è però una conferma che EURR sarà distribuita tramite la futura banca nazionale statunitense. La distinzione conta. L’autorizzazione condizionata riguarda l’istituzione bancaria proposta e non costituisce, di per sé, un annuncio su prodotti crypto, stablecoin o tempistiche commerciali.
Il caso Revolut non è isolato. Nell’ultimo anno l’OCC ha accordato charter condizionati per national trust bank a Coinbase, Paxos, BitGo, Ripple e Circle. Il quadro indica che le imprese attive negli asset digitali possono cercare una strada verso la supervisione bancaria federale, purché rispettino i requisiti previsti.
Jonathan Gould, capo dell’OCC, ha sostenuto che le aziende impegnate in attività legate agli asset digitali e alle tecnologie emergenti debbano poter ottenere la vigilanza federale, qualora lo desiderino e soddisfino le condizioni per un charter.
Il nodo normativo negli Stati Uniti
La notizia arriva mentre il CLARITY Act affronta ulteriori ritardi. Il testo era già slittato da agosto al 15 settembre e la cancellazione di gran parte del calendario di voto della Camera lascia ai legislatori una finestra più stretta prima delle elezioni di medio termine.
Il mercato delle criptovalute, secondo il testo fornito, ha reagito con un rialzo superiore al 4% nelle precedenti 24 ore, portando la capitalizzazione complessiva a 2,8 trilioni di dollari. Numeri che descrivono un recupero, non una garanzia sul percorso legislativo.


