Matt Hougan, Chief Investment Officer di Bitwise, ha spiegato che il crypto non collasserà anche se il CLARITY Act non dovesse passare al Senato questa settimana. La legge entrerebbe in uno stato di stallo, non di morte definitiva.
Il countdown al Senato USA
Il CLARITY Act, noto formalmente come Digital Asset Market Clarity Act, rischia di non arrivare al voto finale prima della pausa estiva del Senato. La scadenza informale indicata da più fonti coincide con la fine della settimana, prima del recesso previsto attorno al 7 agosto 2026.
Hougan, in un post pubblicato mercoledì sul blog di Bitwise, ha definito questa settimana come quella del “make or break” per la legge. Ma ha subito aggiunto una precisazione importante: anche in caso di fallimento, il settore non tornerà al punto di partenza.
Cosa succede se la legge non passa
Secondo Hougan, se il CLARITY Act non dovesse superare lo scoglio del Senato, entrerebbe in quello che ha definito uno stato di “walking dead”. La legge non morirebbe del tutto, ma resterebbe bloccata, capace di procedere solo a fatica.
In assenza di una legge approvata, l’industria tornerebbe a fare riferimento all’interpretazione congiunta di SEC e CFTC pubblicata a marzo, che classifica Bitcoin e altri asset come digital commodities e sostituisce la guida dello staff SEC del 2019. Un impianto meno solido di una legge federale, ma comunque operativo.
Hougan ha inoltre ricordato che il presidente della SEC, Paul Atkins, ha dichiarato il 31 luglio che l’agenzia è pronta a introdurre regole capaci di affrontare gli stessi temi del CLARITY Act. Secondo Hougan, queste regole potrebbero risultare nel breve periodo persino più favorevoli all’innovazione crypto rispetto a un testo bipartisan approvato dal Congresso.
Il ragionamento di Bitwise sul lungo periodo
Il CIO di Bitwise ha spiegato che, in un mondo dove il CLARITY Act fallisce e la SEC introduce le proprie regole, il settore crypto avrebbe almeno due anni e mezzo di margine prima che una nuova amministrazione possa eventualmente nominare un nuovo presidente SEC. A quel punto, ha aggiunto, nessun presidente SEC riuscirebbe più a rimettere il genio nella bottiglia.
A nostro avviso, questo ragionamento tocca un punto che vale anche per l’Europa e per l’Italia, dove il quadro normativo MiCA ha già dato una cornice più stabile alle cripto-attività rispetto agli Stati Uniti. Chi segue il mercato retail italiano sa che la certezza normativa vale più di qualsiasi rally di breve periodo. Non è un dettaglio secondario: significa che il crypto europeo, in un certo senso, ha già superato la fase di incertezza che gli USA stanno ancora attraversando.
Hougan ha precisato che stablecoin e tokenizzazione avrebbero già raggiunto una “escape velocity”, cioè un livello di adozione capace di proseguire indipendentemente dall’esito del voto al Senato. Se la legge passasse, secondo Hougan scatterebbe un mercato rialzista immediato. Se fallisse, si aspetta volatilità ma non la fine del ciclo attuale.
Le previsioni sui prezzi e sui tempi
Hougan ha aggiunto che un fallimento del CLARITY Act produrrebbe un periodo di digestione di circa uno o due mesi, con effetti più marcati sugli asset a minore capitalizzazione. Ha indicato una resistenza per Bitcoin attorno ai 250.000 dollari, con un limite superiore possibile di 400.000 dollari in questo ciclo, mantenendo una tesi di lungo periodo verso il milione di dollari.
Nonostante la sua visione più tranquilla sulle conseguenze di un eventuale fallimento, Hougan ha chiarito la propria posizione di fondo: «Per essere chiari: il Congresso dovrebbe approvare il disegno di legge, e le criptovalute ne trarranno beneficio se ciò avverrà.».



