L’UE lancia l’allarme: truffe crypto sfruttano la transizione verso le licenze MiCA

Roberto Rais autore cryptonews.it
Articolo scritto e verificato da
Roberto Rais
Roberto Rais autore cryptonews.it
Articolo scritto e verificato daRoberto Rais
Giornalista
Giornalista finanziario, laureato in Economia, collabora con alcuni dei più noti siti di settore in qualità di autore e analista.
transazione mica

Le autorità europee stanno segnalando un aumento dei tentativi di truffa legati alla transizione verso il regolamento MiCA (Markets in Crypto-Assets), la nuova normativa che dal 1° luglio ha imposto impone alle piattaforme crypto operanti nell’Unione Europea di ottenere una licenza specifica per continuare a operare legalmente.

Aggiungi CryptoNews.it come fonte preferita su Google

Secondo quanto riportato dal Financial Times, in particolar modo, diversi organismi di vigilanza hanno registrato un incremento delle truffe di impersonificazione a partire dalla scadenza del periodo transitorio previsto da MiCA. Ricordiamo che le piattaforme che non hanno ottenuto l’autorizzazione entro quella data devono cessare le attività regolamentate e aiutare i clienti a trasferire i propri asset verso un fornitore autorizzato o un wallet personale.

È proprio in questa fase di passaggio che si inserisce l’azione dei truffatori. Un funzionario dell’Autorité des Marchés Financiers (AMF), l’autorità francese di vigilanza sui mercati finanziari, ha ad esempio raccontato di casi in cui alcuni criminali si sono spacciati per rappresentanti dell’AMF, convincendo gli utenti a trasferire i propri fondi crypto attraverso siti web fraudolenti costruiti per assomigliare a servizi ufficiali.

Anche l’ESMA, l’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati, ha confermato di essere a conoscenza di casi in cui il proprio nome, il logo e persino documenti contraffatti vengono usati per apparire legittimi agli occhi delle vittime, in particolare tra gli utenti che stanno cercando una nuova piattaforma autorizzata dopo l’uscita dal mercato del proprio precedente fornitore.

Quali sono i numeri del fenomeno

Il registro pubblico dell’ESMA, aggiornato a fine luglio, elencava 323 società autorizzate secondo MiCA in tutta l’Unione. Un dato che segna un cambiamento profondo rispetto al passato: prima dell’entrata in vigore piena del regolamento, oltre 3.000 aziende operavano nei singoli Paesi UE sotto regimi di registrazione nazionali differenti tra loro. Secondo alcune stime, più di 1.700 società prive di licenza MiCA erano destinate a dover interrompere i servizi verso i clienti europei una volta concluso il periodo transitorio.

A differenza dei precedenti sistemi nazionali, MiCA non eroga un’autorizzazione una tantum, ma impone alle società autorizzate requisiti continuativi su governance, capitale, cybersicurezza, gestione dei reclami e contrasto al riciclaggio.

Alla luce di questo scenario, i regolatori europei invitano gli utenti che stanno trasferendo i propri asset a causa dei cambiamenti normativi a verificare con attenzione ogni comunicazione ricevuta, poiché i criminali continuano a sfruttare la fase di transizione fingendosi autorità finanziarie o piattaforme autorizzate.

Disclaimer: Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non costituiscono consulenza finanziaria, fiscale o legale. Per maggiori dettagli sulla nostra policy editoriale, leggi il disclaimer completo.
Condividi
Roberto Rais autore cryptonews.it
Articolo scritto e verificato daRoberto Rais
Giornalista
Seguimi
Giornalista finanziario, laureato in Economia, collabora con alcuni dei più noti siti di settore in qualità di autore e analista.