XRP Ledger e la crittografia quantistica: sveliamo la corsa contro il tempo (e contro i byte)

Roberto Rais autore cryptonews.it
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Roberto Rais
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Articolo scritto e verificato daRoberto Rais
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Giornalista finanziario, laureato in Economia, collabora con alcuni dei più noti siti di settore in qualità di autore e analista.
xrp ledger crittografia

Ripple ha messo nero su bianco un percorso in quattro tappe per rendere XRP Ledger resistente al calcolo quantistico entro il 2028. Il dettaglio interessante, però, non riguarda la scelta dell’algoritmo, che era già stata indicata dal NIST, quanto la dimensione delle firme digitali, che rischia di stravolgere l’economia di una rete pensata per transazioni piccole e veloci.

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Gli account attivi sono già esposti!

Molti si concentrano sullo 0,03% di XRP fermo in wallet dormienti, ma è un dato fuorviante. Ogni account che ha già inviato una transazione ha reso pubblica la propria chiave, e questo vale anche per i portafogli attivi. La vera protezione oggi non è dunque la segretezza, bensì il tempo computazionale necessario per violarla, che è un margine che si sta assottigliando secondo le stime di Google Quantum AI.

In tal senso, il devnet di XRPL sta testando ML-DSA (Dilithium), lo standard scelto dal NIST. Il problema è che le firme post-quantum sono molto più pesanti di quelle attuali basate su curve ellittiche, con conseguenze dirette su banda, storage dei validator e requisiti di riserva.

XRPL ha un vantaggio rispetto a Bitcoin

A differenza di Bitcoin, dove la migrazione richiederebbe di spostare ogni singolo UTXO, su XRPL la rotazione delle chiavi è una singola transazione che lascia intatto l’indirizzo. A ben vedere, è un vantaggio strutturale non certo da poco per gli exchange che dovranno adeguarsi entro il 2027.

Anche l’intelligenza artificiale entra nella partita

A luglio 2026 un modello Anthropic ha ridotto drasticamente la sicurezza teorica dello schema HAWK, ancora in fase di valutazione NIST, in appena 60 ore di lavoro. Il caso dimostra come l’AI possa accelerare la scoperta di vulnerabilità anche in algoritmi ritenuti solidi, aggiungendo pressione a un settore, quello dell’intelligenza artificiale applicata alla blockchain, che si muove ormai più rapidamente degli standard stessi.

Per chi si interessa al tema di XRPL — o chi vi opera, come exchange, wallet provider, custodian — la fase più critica è il 2027, quando le firme classiche e quelle quantum-safe dovranno convivere. Chi ha hardcodato lunghezza o formato delle firme rischia di rompersi proprio in quella finestra, ben prima dell’attivazione definitiva.

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