Le banche centrali europee hanno chiesto formalmente a Bruxelles di eliminare uno dei vincoli più discussi del regolamento MiCA, quello che impone agli emittenti di stablecoin più rilevanti di depositare il 60 per cento delle proprie riserve in banche commerciali.
La richiesta arriva dal Sistema Europeo delle Banche Centrali, che riunisce la Banca Centrale Europea e le 27 banche centrali nazionali dell’Unione, nell’ambito della consultazione pubblica della Commissione Europea sulla revisione della normativa.
Cosa prevede oggi la regola contestata
L’articolo 54 di MiCA impone agli emittenti ordinari di stablecoin di mantenere almeno il 30 per cento dei fondi raccolti in depositi bancari, quota che sale al 60 per cento per gli emittenti classificati come significativi. Secondo l’ESCB, questo meccanismo comporta un rischio strutturale per il sistema bancario, poiché si tratta di fondi che seguono l’andamento di emissioni e rimborsi dei token e non costituiscono quindi una provvista stabile per gli istituti di credito. Un’ondata improvvisa di rimborsi, avvertono le banche centrali, potrebbe prosciugare questa liquidità dai bilanci bancari in tempi molto rapidi.
L’alternativa proposta dalle banche centrali
In luogo del vincolo attuale, l’ESCB propone di introdurre una soglia minima di riserve da detenere in attività che maturano tra uno e cinque giorni lavorativi, un criterio di liquidità piuttosto che di collocamento bancario diretto. Lo stesso documento riconosce che le autorità di vigilanza incontrano difficoltà concrete nell’applicazione delle norme, perché società crypto non conformi continuano comunque a raggiungere clienti europei nonostante l’assenza di autorizzazione.
Il nodo Tether e le posizioni contrapposte
La vicenda coinvolge direttamente Tether, che non ha mai richiesto un’autorizzazione MiCA nell’Unione Europea. Il suo amministratore delegato Paolo Ardoino sostiene dal 2024 che proprio quella soglia di deposito bancario rende i token meno sicuri, non di più, per un motivo legato al rischio di concentrazione: la garanzia sui depositi europei si ferma a 100.000 euro per depositante, mentre le riserve di un emittente possono superare largamente quella soglia in caso di fallimento bancario. Ardoino ha dichiarato pubblicamente che riconsidererà la questione solo quando MiCA diventerà più sicuro per consumatori ed emittenti.
Le due posizioni puntano quindi in direzioni opposte: Tether vuole proteggere i propri token dall’esposizione alle banche, mentre le banche centrali vogliono proteggere il sistema bancario dall’esposizione ai token. Non tutti remano nella stessa direzione, ma capita spesso che chi litiga su regole diverse finisca comunque per litigare sullo stesso terreno.
Gli effetti già visibili sul mercato europeo
Le conseguenze commerciali di questo scontro normativo sono già misurabili. Revolut ha rimosso USDT per gli utenti europei nel corso dell’anno, mentre stablecoin conformi e ancorate all’euro hanno guadagnato terreno su reti alternative come Stellar. A luglio, Circle ha sostenuto una modifica della stessa regola sulle riserve, un passaggio che potrebbe in teoria riaprire un percorso legale per il ritorno di Tether nel blocco europeo.

