La Banca Centrale Europea ha annunciato lunedì l’avvio di lavori preparatori per investire una parte dei propri fondi in titoli tokenizzati, con le transazioni regolate tramite Pontes, la nuova infrastruttura dell’Eurosistema per il settlement di asset digitali in moneta di banca centrale.
La piattaforma è stata attivata lo stesso giorno, segnando uno dei passi più concreti finora compiuti da Francoforte verso la finanza basata su registri distribuiti.
Cos’è Pontes e come funziona
Pontes collega le piattaforme di distributed ledger technology utilizzate dagli operatori di mercato ai servizi TARGET dell’Eurosistema, permettendo alle banche partecipanti di regolare transazioni all’ingrosso su asset tokenizzati direttamente in moneta di banca centrale. Il meccanismo si basa su un modello duale di settlement, che prevede l’uso di gettoni di contante su un registro distribuito dell’Eurosistema oppure l’attivazione di un trasferimento verso il sistema di regolamento lordo in tempo reale T2. La tecnica sottostante, definita Hash-Link, garantisce che le due gambe dell’operazione, quella titoli e quella monetaria, si concludano insieme oppure non si concludano affatto.
L’accesso resta riservato a istituzioni finanziarie qualificate e fornitori di infrastrutture di mercato. Nella fase iniziale il servizio opera dalle 9 alle 16, ora dell’Europa centrale, nei giorni lavorativi di TARGET, e tratta esclusivamente transazioni in euro. Le commissioni di avvio sono fissate a 2.500 euro per partecipante e 15.000 euro per operatore, senza costi aggiuntivi per singola transazione in questa fase.
L’investimento della BCE nei titoli digitali
Parallelamente al lancio della piattaforma, la BCE ha reso noto di aver iniziato il lavoro preparatorio per destinare una piccola quota del proprio portafoglio di fondi propri, che ammonta complessivamente a circa 23 miliardi di euro, all’acquisto di titoli tokenizzati. Gli acquisti verranno regolati tramite Pontes e si concentreranno inizialmente su titoli denominati in euro emessi da governi centrali e regionali dell’area euro, agenzie pubbliche e istituzioni sopranazionali europee.
L’istituzione non ha specificato l’importo destinato a questa strategia, definendolo soltanto come una frazione contenuta del portafoglio complessivo. Il Comitato Esecutivo deciderà i tempi di attuazione una volta completati i lavori preparatori.
Un tassello della strategia europea sul digitale
Pontes si affianca all’iniziativa Appia, che punta a definire un modello per un ecosistema finanziario tokenizzato in Europa. Quattro operatori risultano già registrati per gestire la parte titoli delle transazioni: Clearstream, SWIAT, Cashlink e Axiology. L’Eurosistema non impone requisiti sulla blockchain specifica su cui i titoli devono risiedere, lasciando quindi spazio anche a registri distribuiti aperti.
Roma non fu costruita in un giorno, e nemmeno l’infrastruttura finanziaria di un intero continente si trasforma dall’oggi al domani. La BCE sembra muoversi con la cautela di chi vuole prima consolidare le fondamenta prima di aprire i cantieri più grandi, puntando su orari limitati e importi contenuti come primo passo di un percorso che punta a estendersi entro il 2028.

