Oggi voto decisivo sul CLARITY Act: la svolta normativa per il mondo crypto

Laura Lombardi giornalista cryptonews.it
Articolo scritto e verificato da
Laura Lombardi
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Giornalista
Laura Lombardi è giornalista economico-finanziaria e laureata in Scienze Economiche Aziendali. Si occupa di economia, finanza e mercati, con particolare attenzione all'evoluzione dei digital assets, della...
Il cupolone del Campidoglio a Washington D.C. illuminato al crepuscolo, simbolo del voto procedurale al Senato USA sul Digital Asset Market CLARITY Act per la regolamentazione delle criptovalute.

Il Senato americano affronta il voto procedurale sul Digital Asset Market CLARITY Act. Tra modifiche dell’ultimo minuto sulle norme etiche, scontro tra SEC e CFTC e la soglia dei 60 voti, ecco cosa c’e da sapere per comprendere l’impatto sul settore.

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Cos’e il CLARITY Act: guida rapida per i lettori italiani

Il Digital Asset Market CLARITY Act e una proposta di legge promossa dal Senato degli Stati Uniti (in particolare dai senatori Cynthia Lummis, John Boozman e Tim Scott per la Commissione Bancaria) ideata per sostituire l’attuale modello di regolamentazione basato sulle sanzioni a posteriori con un quadro normativo chiaro e vincolante per le criptovalute.

Per il pubblico italiano ed europeo, abituato a quadri come il MiCA, il principio fondamentale del testo americano si articola in quattro pilastri:

  • Divisione delle competenze tra SEC e CFTC: Traccia una linea di separazione netta tra la Securities and Exchange Commission (SEC), responsabile dei titoli finanziari, e la Commodity Futures Trading Commission (CFTC), che ottiene l’autorita diretta sulle commodity digitali e sui mercati spot.
  • Protezione della finanza decentralizzata (DeFi): Tutelare gli sviluppatori di software e le attivita peer-to-peer, spostando l’attenzione e i vincoli di compliance esclusivamente sugli intermediari centralizzati.
  • Lotta al riciclaggio e finanza illecita: Fornisce alle forze dell’ordine e alle autorita federali strumenti potenziati per contrastare la finanza illecita, la violazione delle sanzioni e le truffe.
  • Regolamentazione delle stablecoin: Attribuisce al Ministero del Tesoro poteri speciali per monitorare ed evitare la fuga dei depositi bancari tradizionali verso le stablecoin di pagamento.

Quanti voti servono al Senato per far passare la legge

Il passaggio odierno riguarda il voto di chiusura della discussione procedurale (la cosiddetta cloture vote). Nella prassi del Senato degli Stati Uniti, per superare l’ostruzionismo procedurale (il filibuster) e procedere alla votazione finale del testo non basta la maggioranza semplice di 51 senatori. Occorre invece raggiungere una maggioranza qualificata di 60 voti su 100.

Considerando la composizione dell’Aula e le posizioni di alcuni senatori repubblicani scettici o contrari (come Rand Paul, Josh Hawley e Jerry Moran), la maggioranza necessita del sostegno decisivo di almeno 9-11 senatori democratici per raggiungere la quota dei 60 voti utili.

Il nodo delle regole etiche e le tensioni con i Procuratori Generali

Per sbloccare il consenso dei democratici (inclusi i senatori Thom Tillis e Ruben Gallego), la bozza finale del testo include oltre 126 modifiche. La revisione piu rilevante riguarda il Titolo Etico: e stata inserita una soglia di detenzione di 15.000 dollari sopra la quale i funzionari federali e le loro famiglie devono dismettere gli asset o inserirli in un blind trust. La restrizione e stata resa permanente, eliminando qualsiasi clausola di scadenza automatica.

Tuttavia, l’iter resta complesso. Una coalizione di 16 Procuratori Generali statali (guidata dal Procuratore Generale del Minnesota, Keith Ellison) ha espresso forte contrarieta al testo, contestando l’eccessiva prelazione da parte della SEC sulle autorita statali e chiedendo di preservare il potere di perseguire direttamente le truffe crypto a tutela dei cittadini nei propri Stati.

Le prospettive per i mercati globali

L’esito del voto procedurale odierno al Senato determinera se Washington riuscira ad approvare la piu organica riforma dei mercati digitali della sua storia entro l’anno. Qualora il Senato approvi il testo emendato, questo dovra poi tornare alla Camera dei Rappresentanti per il definitivo via libera prima di giungere alla firma presidenziale.

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Laura Lombardi è giornalista economico-finanziaria e laureata in Scienze Economiche Aziendali. Si occupa di economia, finanza e mercati, con particolare attenzione all'evoluzione dei digital assets, della blockchain e delle nuove tecnologie finanziarie. Scrive di macroeconomia, mercati tradizionali, fintech, criptovalute e regolamentazione finanziaria.