Bitcoin ha toccato un minimo intraday di $76.690 domenica 17 maggio, mentre il Brent sale a $106 e Trump lancia un ultimatum all’Iran su Truth Social dopo una telefonata con Netanyahu.
L’ultimatum di Trump e i negoziati in stallo
Domenica sera il presidente Donald Trump ha pubblicato su Truth Social un messaggio diretto all’Iran: «Il tempo stringe, e farebbero meglio a darsi una mossa, VELOCEMENTE, o non resterà nulla di loro. IL TEMPO È ESSENZIALE!». Il post è arrivato subito dopo una telefonata con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.
Secondo quanto riportato, Trump avrebbe in programma di convocare martedì la Situation Room per valutare le opzioni militari nel caso in cui l’Iran non riapra lo Stretto di Hormuz senza condizioni.
Il contesto è quello di un cessate il fuoco fragile. L’Operazione Epic Fury lanciata da USA e Israele contro gli impianti nucleari iraniani è iniziata a fine febbraio 2026. Un cessate il fuoco mediato dal Pakistan è entrato in vigore l’8 aprile, più volte prorogato, ma i colloqui indiretti sono in stallo da settimane. Washington chiede la rimozione di circa 400 kg di uranio quasi arricchito a livello militare, la limitazione dei siti nucleari e la riapertura di Hormuz. Teheran vuole revoca totale delle sanzioni, sblocco dei beni congelati e riparazioni di guerra.
I prezzi energetici e il mercato
Il Brent ha chiuso venerdì 15 maggio a $109,12 (+2,36% nella giornata). Il WTI si è attestato a $102,27, pur segnando un calo del 2,99% nella sessione domenicale. Sulle piattaforme Hyperliquid, i contratti perpetui sul petrolio hanno registrato un open interest combinato superiore a $481 milioni: il contratto WTI (xyz:WTIOIL-USDC) era a $102,48 con volume nelle 24 ore oltre $77,8 milioni, il Brent (xyz:BRENTOIL-USDC) a $106,14 con open interest sopra $324 milioni.

Dall’inizio del conflitto il traffico nello Stretto è sceso a una frazione dei livelli normali. In condizioni ordinarie, Hormuz gestisce tra il 20% e il 30% del commercio mondiale di petrolio via mare. Il risultato: prezzi della benzina negli USA attestati mediamente a $4,51 al gallone nelle ultime settimane. Stando a quanto riportato dall’agenzia iraniana Fars, le navi da carico possono pagare l’assicurazione per il passaggio sicuro usando bitcoin.
Quello che colpisce, guardando questa vicenda dall’Italia, è la trasmissione diretta della geopolitica del Golfo sui prezzi energetici europei. L’Italia importa ancora una quota rilevante del proprio fabbisogno energetico attraverso rotte che lambiscono l’area del conflitto. Gli utenti retail italiani si trovano a fare scelte di portafoglio in un contesto dove il prezzo del petrolio e il prezzo di Bitcoin si muovono con una correlazione inversa sempre meno prevedibile.
BTC e altcoin in rosso
Bitcoin domenica sera era scambiato a $77.227 (-0,90% nelle 24 ore), con un grafico giornaliero su Bitstamp che mostrava diversi giorni consecutivi in rosso dal recente massimo di $82.833: circa $5.400 di distanza da quel picco.
Le altcoin hanno amplificato il ribasso. Ethereum ha ceduto il 2,38% a $2.127, Solana l’1,55% a $85,18, XRP l’1% a $1,39, BNB l’1,27% a $647, Dogecoin lo 0,74% a $0,1085. Eccezione: HYPE, il token nativo di Hyperliquid, ha guadagnato l’8,36% a $45,39, spinto dall’aumento di attività sui mercati perpetui del petrolio durante la volatilità geopolitica.
I negoziati USA-Iran rimangono in stallo al 17 maggio 2026. Trump ha indicato la Situation Room di martedì come prossimo step decisionale. Nessun accordo è stato raggiunto alla data di pubblicazione di questo articolo.
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