L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha inserito nuovamente Polymarket nella lista dei siti inibiti in Italia, riaccendendo il caso legato alla sponsorizzazione della Lazio da 19 milioni di euro.
Il nuovo blocco ADM
Il provvedimento risale al 10 luglio. Secondo l’elenco ufficiale consultato, l’ADM ha reinserito polymarket.com tra i domini inibiti nel Paese. La misura obbliga i fornitori italiani di connettività a impedire l’accesso al sito, reindirizzando gli utenti verso la pagina che segnala l’assenza delle autorizzazioni necessarie per raccogliere gioco in Italia.
Non è la prima volta. Il sito era già stato bloccato nell’ottobre 2025, poi riaperto dopo un ricorso al Tar del Lazio presentato da Polymarket, secondo cui l’attività di prediction market non sarebbe assimilabile a quella degli operatori di scommesse tradizionali soggetti al regime concessorio italiano.
Lo sponsor Lazio nel mirino
Il caso pesa soprattutto per la Lazio. Il club biancoceleste ha firmato con Polymarket un accordo da circa 19 milioni di euro per le prossime due stagioni, con opzione per il 2028/29, la prima sponsorizzazione di maglia della piattaforma a livello globale. Ora, con il sito nuovamente inibito, l’attività viene considerata illegale perché gestisce scommesse senza concessione statale.
La normativa italiana, articolo 4 della legge 401 del 1989, prevede sanzioni anche per chi pubblicizza attività di gioco prive di autorizzazione. Al momento non risultano provvedimenti nei confronti del club, ma resta da capire come si concilierà lo sponsor con il Decreto Dignità, che vieta pubblicità di giochi con vincite in denaro.
A nostro avviso, il caso Polymarket mostra quanto sia ancora incompleto il perimetro regolatorio tra MiCA, che disciplina le cripto-attività, e la normativa sul gioco d’azzardo, che invece resta di competenza nazionale. Non è un dettaglio secondario: i prediction market basati su blockchain restano oggi in una zona grigia normativa, priva di una cornice europea unificata.
Le reazioni politiche
Il tema ha già suscitato reazioni istituzionali. Fonti del Partito Democratico hanno dichiarato che l’ADM avrebbe «confermato i nostri timori», chiedendo chiarimenti sulla sponsorizzazione della Lazio.
Il sito resta inibito secondo l’elenco ADM aggiornato al 10 luglio. Non risultano ancora provvedimenti formali verso il club biancoceleste sulla sponsorizzazione in corso.



