Il rally di Bitcoin, passato da circa 64.000 a quasi 76.000 dollari in pochi giorni con un guadagno superiore al 18%, ha dato ossigeno anche al comparto delle meme coin. Dogecoin, Shiba Inu e PEPE hanno tutte beneficiato del movimento, alcune con rialzi ancora più marcati di quello del Bitcoin stesso, riaprendo la domanda su quale di queste possa guidare la prossima fase di ripresa.
Tre profili diversi, tre strategie diverse
Negli ultimi sette giorni Dogecoin è salito di circa il 20%, Shiba Inu di quasi il 17% e PEPE di oltre il 30%, riportando tutti e tre i token sopra livelli tecnici che non toccavano da mesi. Dietro questi numeri, però, si nascondono tre profili molto diversi tra loro.
PEPE è il token che ha corso di più in termini percentuali, con un volume giornaliero di circa 692 milioni di dollari a fronte di una capitalizzazione di appena 1,43 miliardi: un rapporto che lo rende particolarmente esplosivo, ma anche più esposto a bruschi rovesci quando la spinta speculativa si esaurisce. Gli indicatori di momentum, con un RSI a 14 giorni intorno a 76, segnalano condizioni di ipercomprato.
Shiba Inu mostra invece l’impostazione tecnica meno tirata dei tre, con un RSI a 14 giorni più contenuto (circa 67) rispetto a Dogecoin e PEPE. Il progetto può inoltre contare su un potenziale catalizzatore aggiuntivo legato allo sviluppo dell’ecosistema Shibarium e ai meccanismi di burn dei token.
Dogecoin, pur avendo guadagnato “solo” il 20% contro il 30% di PEPE, resta il token con la maggiore capitalizzazione di mercato (14,33 miliardi di dollari) e la liquidità più profonda, con 1,73 miliardi di dollari di scambi nelle ultime 24 ore. Proprio questa solidità, unita a prospettive di maggiore accessibilità istituzionale e a possibili sviluppi legati ai pagamenti nei prossimi anni, lo rende secondo gli analisti il candidato con il profilo più solido per guidare una ripresa più ampia e duratura del comparto.
Il verdetto dipende soprattutto dall’orizzonte temporale
Non esiste quindi un’unica risposta alla domanda su chi guiderà la ripresa: dipende dall’orizzonte temporale considerato. PEPE resta il favorito per un movimento esplosivo di breve periodo, grazie alla sua capitalizzazione ridotta e all’intensità degli scambi. SHIB offre l’assetto tecnico più equilibrato, con margini di miglioramento legati alla crescita dell’ecosistema. Dogecoin, infine, si presenta come il profilo più solido per un recupero strutturale, forte della sua liquidità e della sua posizione di mercato consolidata.
In ogni caso, l’ultima parola resta al Bitcoin: una sua ulteriore forza, insieme a quella delle principali altcoin, potrebbe dare a tutti e tre i token lo spazio per proseguire la risalita, mentre un’eventuale inversione di rotta del mercato più ampio metterebbe alla prova i livelli di supporto appena riconquistati.


