Bitwise Asset Management ha annunciato un taglio di circa il 14% del proprio organico, portando il numero di dipendenti da circa 180 a circa 155 unità. La notizia, confermata dall’azienda in una dichiarazione via email di ieri, è un segnale di come la fase ribassista del mercato cripto stia ormai coinvolgendo anche gli emittenti di ETF, un segmento che finora era considerato più stabile.
Secondo quanto dichiarato dal CEO Hunter Horsley a The Block, la riduzione è mirata a rendere l’azienda più solida in vista della crescita futura, e non sarebbe dunque un cambiamento nella gamma di prodotti o nella strategia complessiva. Bitwise resta comunque un attore di rilievo nel settore: l’azienda gestisce circa 9 miliardi di dollari in asset dei clienti, distribuiti su oltre 70 prodotti di investimento.
Il taglio si inserisce in un trend più ampio di ridimensionamento del personale nel settore crypto, che ha coinvolto negli scorsi mesi anche realtà come la Ethereum Foundation, che ha ridotto il proprio organico di circa il 20%.
Il mercato è in territorio di “paura”
Bitwise ha attribuito la decisione alle condizioni di mercato, e non dunque a interventi normativi o eventi regolatori specifici. A confermare il quadro difficile è lo stesso indice interno dell’azienda, il Bitwise 10 Large Cap Crypto Index, che al 10 agosto 2026 segnava un calo del 31,20% da inizio anno.
La pressione si è estesa in modo più ampio agli emittenti di ETF, un comparto che finora era stato visto come un canale di crescita più resiliente per l’esposizione alle criptovalute. Poiché questi fondi guadagnano commissioni proporzionali agli asset in gestione, il calo dei prezzi dei token si traduce direttamente in una contrazione dei ricavi che sostengono le strutture aziendali.
Al momento della rilevazione, il Bitcoin veniva scambiato a circa 63.548 dollari, in un clima di mercato improntato alla cautela. Coerente con questo scenario, l’indice Fear & Greed del mercato cripto si attestava a 29 punti, in zona “Fear”. Il mood negativo ha coinciso con un periodo di domanda debole per i fondi, culminato in una sequenza di otto giorni consecutivi di deflussi netti dagli ETF spot su Bitcoin negli Stati Uniti, per un totale di 231 milioni di dollari.



