La SEC ha proposto la Regulation Crypto Assets, un framework su misura per le offerte di crypto asset che prevede due esenzioni dalla registrazione e un safe harbor condizionale. Il commento pubblico resterà aperto per 60 giorni.
Cosa prevede la proposta SEC
Il 18 agosto 2026, la Securities and Exchange Commission ha pubblicato la proposta di regolamento intitolata «Regulation Crypto Assets». L’iniziativa segue l’interpretazione di marzo 2026 che aveva chiarito l’applicazione delle leggi federali sui titoli a determinate asset criptovalute e transazioni.
Il presidente della SEC Paul S. Atkins ha dichiarato che la proposta mira a fornire «percorsi chiari per la raccolta di capitali ai sensi delle leggi federali sui titoli» per imprenditori e partecipanti al mercato crypto. La regolamentazione cerca di rimuovere le barriere alla formazione di capitale responsabile e all’innovazione, preservando al contempo le protezioni per gli investitori.
La proposta introduce due esenzioni specifiche dalla registrazione ai sensi del Securities Act del 1933. La prima consente offerte fino a 5 milioni di dollari in un periodo di quattro anni. La seconda permette offerte fino a 75 milioni di dollari per ogni periodo di dodici mesi. In entrambi i casi, gli emittenti devono fornire disclosure narrative basate su principi. Per la seconda esenzione sono richiesti anche bilanci finanziari e reporting continuativo.

Il safe harbor e la preemption statale
La proposta include un safe harbor condizionale dalla definizione di «investment contract» nelle definizioni di «security» del Securities Act del 1933 e del Securities Exchange Act del 1934. Se le condizioni sono soddisfatte, una crypto asset non sarebbe considerata soggetta a un investment contract ai fini di tali definizioni.
Le regole proposte prevedono inoltre la preemption dei requisiti di registrazione e qualificazione delle leggi statali sui titoli per le offerte e vendite di titoli emessi ai sensi di un’esenzione della Regulation Crypto Assets, oltre a determinate transazioni sul mercato secondario.
L’obiettivo dichiarato è ridurre gli incentivi per gli emittenti a creare e operare offshore, espandendo le opportunità di investimento per gli investitori statunitensi con protezioni più forti e coerenti.
Un cambio di rotta dopo anni di incertezza
La proposta segna una svolta rispetto all’approccio degli anni precedenti, quando la SEC aveva privilegiato l’enforcement rispetto alla rulemaking. L’interpretazione di marzo 2026 aveva già fornito indicazioni su come le leggi federali sui titoli si applicano a determinate crypto asset, ma la Regulation Crypto Assets rappresenta il primo tentativo di creare un framework completo e su misura.
Il commento pubblico resterà aperto per 60 giorni dalla pubblicazione nel Federal Register. La SEC ha reso disponibili il testo completo della proposta, una fact sheet e la dichiarazione del presidente Atkins sul proprio sito.
Guardando questa vicenda dall’Italia, il contrasto con il modello europeo è evidente. Mentre la normativa MiCA ha definito in anticipo perimetri chiari per gli emittenti di token, la SEC sta costruendo il framework caso per caso, prima con l’interpretazione e ora con la proposta di regolamento. La chiarezza regolatoria non è un lusso ma una necessità: quando le regole sono ambigue, il capitale fugge dove trova certezza. Come si suol dire, chi va piano va sano e va lontano, ma in finanza chi tarda troppo rischia di arrivare quando la festa è finita.
La proposta SEC non è ancora legge. Il periodo di commento pubblico permetterà a industria, accademici e investitori di pesare sui dettagli. Il risultato finale potrebbe differire dalla bozza attuale, ma la direzione è tracciata: gli Stati Uniti stanno cercando di recuperare il terreno perso rispetto a giurisdizioni che hanno già regole chiare.
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