Un tribunale di Rotterdam ha dichiarato il fallimento della piattaforma di criptovalute olandese Knaken Cryptohandel BV, insieme alla fondazione ad essa collegata, dopo che le indagini avevano accertato la scomparsa di circa 7 milioni di euro appartenenti ai clienti della piattaforma.
La sentenza, emessa giovedì, arriva dopo che Knaken aveva bloccato improvvisamente l’accesso alla piattaforma e ai conti degli utenti, lasciandoli senza alcuna possibilità di operare o recuperare i propri fondi. Secondo quanto stabilito dal tribunale, la società non dispone di asset sufficienti per rimborsare integralmente i clienti coinvolti, e proprio per questo motivo il fallimento è stato ritenuto lo strumento più adatto a garantire una liquidazione ordinata della situazione. I giudici hanno inoltre sottolineato come gli utenti non disponessero di informazioni sufficienti per comprendere la propria posizione legale nei confronti della piattaforma.
Ricordiamo a tutti i nostri lettori che il caso ha assunto contorni giudiziari già da diverso tempo. La Procura olandese aveva infatti presentato istanza di fallimento lo scorso 30 giugno, dopo aver aperto un’indagine penale sulla sparizione dei fondi. Nello stesso periodo, il servizio olandese per le indagini sui crimini finanziari aveva perquisito la sede dell’azienda, sequestrando dispositivi e beni.
Fondata a Rotterdam nel 2017, Knaken era andata offline già ai primi di giugno e la società non risulta iscritta nel registro dei fornitori di servizi in criptovalute autorizzati tenuto dall’AFM, l’autorità olandese di vigilanza sui mercati finanziari.
Proprio l’AFM, interpellata da Cointelegraph, ha confermato di aver già avviato azioni di vigilanza e contrasto nei confronti degli operatori non autorizzati, dopo che i Paesi Bassi avevano chiuso il proprio periodo di transizione verso il regolamento europeo MiCA (Markets in Crypto-Assets) il 30 giugno 2025, con largo anticipo rispetto alla scadenza massima fissata a livello europeo per il 1° luglio 2026.
Un altro flop tra gli exchange di criptovalute
Il caso Knaken ci lascia un’altra lezione di quanto la regolamentazione, se efficace, possa costituire una valida rete di protezione per gli utenti.
Il fatto che la piattaforma operasse fuori dal registro AFM, in un Paese che aveva già chiuso in anticipo la transizione verso MiCA, ha dimostrato infatti come gli operatori non autorizzati continuino a muoversi in una zona grigia proprio nei momenti di passaggio normativo e come in questi frangenti sia il caso di elevare il livello di attenzione.
Insomma, è fondamentale verificare sempre se l’exchange scelto sia effettivamente autorizzato dalle autorità competenti, prima di affidargli i propri fondi!



