Gli ETF spot su Bitcoin quotati negli Stati Uniti hanno registrato circa 368 milioni di dollari di afflussi netti in tre sedute consecutive. Il dato arriva mentre il prezzo di Bitcoin tenta un recupero dopo settimane difficili.
Tre sessioni consecutive di afflussi
Gli ETF spot su Bitcoin hanno raccolto 79,2 milioni di dollari giovedì, estendendo a tre sedute la propria serie positiva. Il movimento segue i 108 milioni registrati mercoledì e i 181 milioni di martedì, per un totale complessivo di circa 368 milioni di dollari in tre giorni, secondo i dati di SoSoValue.
Gli afflussi cumulativi negli ETF spot su Bitcoin statunitensi sono così saliti a 51,2 miliardi di dollari, mentre il patrimonio totale gestito è arrivato a 77,7 miliardi. Il rialzo coincide con un breve superamento della soglia dei 65.000 dollari da parte di Bitcoin mercoledì, il livello più alto toccato dalla fine di giugno, secondo quanto riportato da CoinGecko.

Un mese che potrebbe cambiare direzione
I nuovi flussi hanno riportato in territorio positivo il mese di luglio, dopo un giugno decisamente negativo. Il mercato aveva infatti registrato uscite nette per 4,51 miliardi di dollari nel mese scorso e per 2,4 miliardi a maggio.
Se il trend dovesse proseguire, luglio diventerebbe il primo mese con flussi netti positivi dallo scorso aprile, quando gli ETF spot su Bitcoin avevano incassato 1,97 miliardi di dollari. Un’inversione non scontata, dato il contesto degli ultimi mesi.
A nostro avviso, il ritorno degli afflussi sugli ETF statunitensi conferma un pattern che interessa anche l’Europa, dove strumenti regolamentati sotto la normativa MiCA stanno progressivamente attirando lo stesso tipo di capitale istituzionale osservato oltreoceano.
Il quadro resta fragile
Nonostante la serie positiva, il bilancio del 2026 rimane negativo. Alla data di venerdì, gli ETF spot su Bitcoin statunitensi risultavano ancora in calo di circa 5,4 miliardi di dollari sui flussi netti dell’anno.
Bitcoin, dal suo canto, veniva scambiato a 62.851 dollari, in ribasso di circa il 28% dall’inizio dell’anno. Il recupero degli ultimi tre giorni non basta quindi a compensare le perdite accumulate nei mesi precedenti.



