Il Senato americano deve approvare il CLARITY Act entro maggio 2026 o la principale legge sulle criptovalute negli Stati Uniti slitterà di anni. La finestra politica si sta chiudendo.
- Cos’è il CLARITY Act e perché questa scadenza è diversa dalle altre
- Il calendario che non perdona: le settimane utili si stanno esaurendo
- La scadenza di maggio: un allarme concreto
- L’ostacolo tecnico: lo stablecoin yield divide il Senato
- Le probabilità di approvazione e le implicazioni per il mercato
- Cosa succede ora: i prossimi passi
Cos’è il CLARITY Act e perché questa scadenza è diversa dalle altre
Il CLARITY Act — Digital Asset Market Structure Act — è il provvedimento legislativo più atteso dal settore crypto negli Stati Uniti. Se approvato, stabilirebbe in modo definitivo quale agenzia federale, la SEC (Securities and Exchange Commission) o la CFTC (Commodity Futures Trading Commission), ha il potere di vigilare sui diversi tipi di asset digitali.
La legge definirebbe inoltre quando un token è da considerarsi un titolo (security) e quando una merce (commodity), introducendo nuovi obblighi di trasparenza per emittenti e piattaforme.
Il 17 luglio 2025, la Camera dei Rappresentanti ha approvato la propria versione del provvedimento con un voto bipartisan di 294 a 134. Tre mesi dopo, il percorso al Senato si è bloccato.
Il calendario che non perdona: le settimane utili si stanno esaurendo
Il nodo politico è al Senate Banking Committee, il comitato bancario del Senato che deve tenere un markup — la sessione formale in cui i senatori propongono emendamenti e votano per fare avanzare il testo.
Un primo markup era stato programmato per gennaio 2026, ma venne annullato dopo che Coinbase ritirò il proprio sostegno al testo allora in discussione. Nessuna nuova data era stata fissata fino a metà marzo.
Il 18 marzo, la senatrice Cynthia Lummis (Wyoming), tra le principali sponsor del provvedimento, ha annunciato che il Banking Committee terrà il markup nella seconda metà di aprile — ovvero nelle settimane del 13 e del 20 aprile, le uniche due settimane in sessione prima delle vacanze congressuali.
Lummis ha anche comunicato che non si ricandiderà alle elezioni di novembre, aumentando la pressione temporale sul provvedimento.
Tuttavia, al 14 aprile, il CLARITY Act è stato rimosso dal calendario della settimana del 20 aprile, segnale che i negoziati interni non sono ancora conclusi.

La scadenza di maggio: un allarme concreto
Il senatore Bernie Moreno dell’Ohio ha stabilito la soglia critica in termini espliciti:
“Se non approviamo il CLARITY Act entro maggio, la legislazione sugli asset digitali non passerà per il futuro prevedibile.”
Il riferimento è alle elezioni di midterm di novembre 2026, quando tutti i 435 seggi della Camera e 33 seggi del Senato saranno in palio. Un cambio nella composizione delle commissioni congressuali potrebbe azzerare l’intero iter legislativo.
Il Congresso va in pausa per il Memorial Day il 21 maggio. Moreno ha precisato che qualsiasi tentativo di approvazione dopo quella data ha scarse probabilità di successo prima delle elezioni.
Galaxy Research ha calcolato che restano solo 18 settimane lavorative utili prima della pausa elettorale autunnale — ma il numero effettivo di settimane in cui il Senato può dedicare tempo al provvedimento è stimato tra 10 e 12, considerata la competizione con altri dossier legislativi.
La senatrice Lummis ha sintetizzato la posta in gioco in un post su X: “Questa è la nostra ultima possibilità di approvare il CLARITY Act almeno fino al 2030. Non possiamo permetterci di cedere il futuro finanziario americano.”
L’ostacolo tecnico: lo stablecoin yield divide il Senato
Il principale punto di blocco riguarda il trattamento degli yield sugli stablecoin — ovvero la possibilità per le piattaforme crypto di pagare interessi ai detentori di stablecoin come USDC o USDT.
Il testo attualmente in circolazione al Banking Committee vieta il rendimento passivo sugli stablecoin, consentendo solo remunerazioni legate ad attività specifiche. Si tratta di una formulazione accettabile per le banche tradizionali, ma che Coinbase ha dichiarato di non poter accettare dopo aver esaminato la bozza di marzo.
La senatrice Angela Alsobrooks e il senatore Thom Tillis stanno negoziando una nuova formulazione, ma al momento della pubblicazione di questo articolo il testo aggiornato non è stato ancora reso pubblico.
Le probabilità di approvazione e le implicazioni per il mercato
Ron Hammond, responsabile delle politiche di Wintermute — uno dei principali market maker crypto al mondo — ha stimato le probabilità di approvazione del CLARITY Act nel 2026 al 30%, citando le frizioni politiche e le resistenze del settore bancario tradizionale.
Il sito di previsioni Kalshi, invece, attribuiva all’approvazione una probabilità del 52% al 7 aprile, prima che il provvedimento fosse rimosso dal calendario di aprile.
Justin Slaughter, vicepresidente di Paradigm per le questioni regolamentari, ha precisato che la meccanica procedurale di un voto in Senato richiede generalmente due o tre settimane dopo il passaggio in commissione. Il che significa che il Banking Committee deve approvare il testo entro metà maggio per avere qualsiasi possibilità di un voto in aula prima della pausa estiva.
Per gli investitori crypto in Italia, l’esito del CLARITY Act ha implicazioni dirette: un quadro regolamentare chiaro negli USA favorirebbe la stabilità degli ETF spot su Bitcoin già approvati, ridurrebbe l’incertezza normativa che pesa sulle quotazioni degli asset digitali e potrebbe accelerare l’adozione istituzionale a livello globale, in un contesto in cui l’Europa ha già introdotto il framework MiCA.
Cosa succede ora: i prossimi passi
Il percorso che il CLARITY Act deve completare prima di diventare legge prevede cinque step sequenziali, nessuno dei quali è ancora concluso:
- Markup del Senate Banking Committee — non ancora programmato
- Voto in commissione — da fissare dopo il markup
- Riconciliazione con la versione del Senate Agriculture Committee (già approvata il 29 gennaio 2026 su linee di partito)
- Voto in aula al Senato — richiede 60 voti favorevoli
- Riconciliazione con la versione della Camera e firma presidenziale
Il senatore Bill Hagerty ha dichiarato il 6 aprile che il provvedimento potrebbe arrivare al voto in aula entro fine aprile. Tuttavia, la rimozione dal calendario della settimana del 20 aprile rende questo scenario sempre meno probabile.
Cosa succede ora: Il CLARITY Act è in uno stallo che potrebbe risolversi nelle prossime settimane o protrarsi fino al 2030. Il Banking Committee deve trovare un accordo sullo stablecoin yield e fissare una data di markup prima che il calendario congressuale si chiuda definitivamente. Monitorare le dichiarazioni di Tillis, Alsobrooks e Moreno nelle prossime 72 ore è il segnale più affidabile per capire se la legge ha ancora una chance nel 2026.
Crediti immagine: CryptoNews

















