Chi è Anatoly Yakovenko è il co-fondatore e CEO di Solana Labs, la società che ha progettato e lanciato la blockchain Solana. Ingegnere informatico di origine ucraina, ha inventato il meccanismo Proof of History nel 2017, che ha reso Solana una delle reti più veloci al mondo.
Origini e formazione: dall’Ucraina all’Illinois
Anatoly Yakovenko nasce nel 1982 in Ucraina, allora parte dell’Unione Sovietica. Emigra negli Stati Uniti durante gli anni ’90, crescendo in un contesto che lo porta precocemente a contatto con la programmazione. Nel 1999 si iscrive alla University of Illinois at Urbana-Champaign, una delle università di computer science più competitive degli Stati Uniti. Si laurea in informatica nel 2003.
Durante gli anni universitari, nel 2001, co-fonda Alescere, una startup specializzata in tecnologia VoIP (Voice over Internet Protocol). Lì sviluppa in prima persona i protocolli SIP e RTP, la struttura tecnica che permette le telefonate via internet. Un’esperienza breve ma densa: gestire in tempo reale flussi di dati su sistemi distribuiti lo segna profondamente.
Dodici anni a Qualcomm: i sistemi ad alta prestazione
Nel dicembre 2003, appena dopo la laurea, Yakovenko si trasferisce a San Diego e inizia a lavorare per Qualcomm, colosso dei chip per dispositivi mobili. Ci resta per quasi 13 anni, fino al luglio 2016.
Percorre tutti i livelli tecnici: da ingegnere junior a Senior Staff Engineer Manager. Nel suo team sviluppa il software per il processore Hexagon DSP di Qualcomm, il nucleo che gestisce le applicazioni ad alte prestazioni sui chipset mobili. Lavora anche sul sistema operativo BREW di Qualcomm, su tecnologie di realtà aumentata e virtuale, fotocamere 3D e infrastrutture Push-to-Talk per comunicazioni professionali.
Quella esperienza definisce il suo approccio: ottimizzare sistemi complessi affinché girino il più veloce possibile, consumando il meno possibile. Una mentalità che, anni dopo, trasferirà direttamente nella progettazione di Solana.
Mesosphere, Dropbox e la svolta del 2017
Nel 2016 Yakovenko lascia Qualcomm e si unisce a Mesosphere, una società di San Francisco che sviluppa software per la gestione automatizzata di data center su larga scala. Poi, tra maggio e ottobre 2017, lavora come ingegnere a Dropbox, dove si occupa di sistemi distribuiti e compressione dei dati.
Ma è in quel periodo, di notte e nei weekend, che inizia a scrivere quello che diventerà uno dei whitepaper più influenti della storia della blockchain.
Nel novembre 2017 pubblica la prima bozza di un documento tecnico descrivendovi un algoritmo completamente nuovo: il Proof of History (PoH). Il progetto si chiamava ancora Loom, ma il nome fu poi abbandonato per un conflitto con un’altra blockchain già esistente.
Proof of History: cosa ha cambiato
Il problema che Yakovenko voleva risolvere era preciso. Bitcoin ed Ethereum perdono tempo enorme a far “accordare” i validatori sull’ordine delle transazioni prima di elaborarle. Ogni nodo deve chiedere agli altri: cosa è venuto prima?
Yakovenko propose una soluzione diversa: creare un orologio decentralizzato integrato nella rete. Il Proof of History assegna un timestamp crittografico verificabile a ogni evento, prima ancora che i validatori si mettano d’accordo. Meno coordinazione, quindi meno attesa. Meno attesa, quindi più velocità.
Il PoH non sostituisce il meccanismo di consenso principale, ma lo potenzia. Solana combina PoH con Proof of Stake (PoS): i validatori scelti dal PoS elaborano le transazioni già ordinate dal PoH, senza perdere tempo in comunicazione preliminare. Il whitepaper originale è ancora consultabile sul sito ufficiale di Solana.
La nascita di Solana Labs e il lancio della mainnet
Nel febbraio 2018, il collega di Yakovenko ai tempi di Qualcomm, Greg Fitzgerald, sviluppa il primo prototipo funzionante della blockchain, chiamato Silk. Il team si allarga con Stephen Akridge, altro ex Qualcomm, e Raj Gokal, che porta competenze in sviluppo prodotto e venture capital.
Solana Labs viene fondata ufficialmente nell’aprile 2018 a San Francisco. Yakovenko assume il ruolo di CEO e responsabile dell’architettura tecnica; Gokal quello di co-fondatore e COO.
Il testnet pubblico Tour de SOL debutta nel febbraio 2020. La mainnet viene rilasciata al pubblico nel marzo 2020. Nello stesso anno, SOL raccoglie 1,76 milioni di dollari in una public token auction ospitata su CoinList, dando accesso al token a un pubblico più ampio.
Ciò che sorprende guardando Yakovenko dall’Italia, riguarda la tipologia di ingegnere che serve per costruire qualcosa come Solana. Yakovenko non arriva dalla finanza, non da una grande università di cripto-ricerca. Arriva da Qualcomm: 12 anni a ottimizzare chip per miliardi di telefoni. Quello che piattaforme italiane mettono a disposizione dei retail italiani gira, in parte, su un’architettura progettata da un ex specialista di processori mobili ucraino-americano. Un dettaglio che molti utenti non conoscono e che cambia la prospettiva su cosa significhi “investire in Solana”.
Le sfide: downtime e il crollo FTX
Solana non ha avuto una crescita lineare. Tra il 2021 e il 2023 la rete ha registrato numerosi blocchi operativi, periodi in cui le transazioni si interrompevano per ore a causa di un carico eccessivo sui validatori. Le critiche sulla decentralizzazione e sulla resilienza della rete si sono accumulate.
Il colpo più duro arriva nel novembre 2022, con il crollo di FTX. Sam Bankman-Fried era stato uno dei principali sostenitori dell’ecosistema Solana. Il fallimento dell’exchange trascina il prezzo di SOL da oltre 30 a meno di 10 dollari. Molti commentatori danno Solana per spacciata.
Non è andata così. La rete ha recuperato, l’ecosistema di applicazioni ha continuato a crescere e il prezzo di SOL ha raggiunto nuovi massimi nel ciclo successivo.
Profilo in sintesi
Anatoly Yakovenko continua a ricoprire il ruolo di CEO e co-fondatore di Solana Labs. L’ecosistema Solana conta oggi centinaia di applicazioni attive tra DeFi, NFT e infrastruttura Web3. Il prezzo di SOL è monitorabile in tempo reale sulla nostra pagina dedicata a Solana.
Le informazioni hanno scopo puramente informativo e non costituiscono consulenza finanziaria.



