I validator di Solana votano oggi due proposte di governance che punterebbero a portare il burn giornaliero di SOL da circa 650 token a quasi 9.000, riducendo al tempo stesso l’inflazione futura della rete.
Le due proposte al voto dei validator
Il 3 agosto, secondo quanto riportato da SolanaFloor, sono entrate in una fase di voto iniziale due proposte di governance destinate a incidere sulla politica monetaria di Solana. La prima riguarda il ritmo di riduzione dell’inflazione. La seconda tocca invece la quota di fee bruciate a ogni transazione.
Se entrambe venissero approvate, il tasso annuo di riduzione dell’inflazione salirebbe al 30%, il doppio rispetto all’attuale schema. Le stime indicano che questo cambiamento potrebbe ridurre l’emissione di nuovi SOL per un valore stimato di 1,36 miliardi di dollari nei prossimi sei anni, rispetto al percorso già previsto.
Il meccanismo di burn è la parte più visibile del pacchetto. Bruciare token significa inviarli verso un indirizzo blockchain inaccessibile, rendendoli permanentemente irrecuperabili. È una pratica comune in diversi ecosistemi, proprio perché aiuta a bilanciare l’effetto diluitivo della nuova emissione.
Da 650 a 9.000 SOL bruciati al giorno
Il dato centrale riguarda l’impatto stimato sul burn giornaliero. Attualmente la rete brucia in media circa 650 SOL al giorno, equivalenti a circa 47.000 dollari ai prezzi attuali. Se la seconda proposta venisse approvata, la media potrebbe salire fino a circa 9.000 SOL al giorno, pari a un controvalore stimato di circa 646.000 dollari.
Il salto dipende in gran parte dall’attività della rete. Più transazioni significano più fee generate, e quindi più token bruciati nello stesso arco di tempo. Non è un effetto automatico, ma una conseguenza diretta del volume di utilizzo.
A nostro avviso, chi segue il mercato crypto italiano dovrebbe guardare a questa vicenda con attenzione tecnica, non con entusiasmo automatico. Un burn più aggressivo non garantisce da solo un apprezzamento del valore, ma incide sulla dinamica di offerta a lungo termine. È come sfoltire un albero: il legno tagliato non torna, ma serve davvero solo se la pianta cresce bene.
Cosa cambia per chi investe in SOL
Le due proposte insieme, se approvate, renderebbero la curva di offerta di SOL più restrittiva nel tempo. Gli investitori che seguono le dinamiche di emissione e burn tendono a considerare questi due fattori come parte di un quadro più ampio, insieme ad adozione, attività degli sviluppatori e partecipazione istituzionale.
Nessuno di questi elementi, da solo, determina l’andamento del prezzo. La combinazione tra meno emissione e più burn punta però a rendere la tokenomics di Solana più solida nel tempo, senza modificare il modello di transazioni rapide ed economiche che caratterizza la rete.



