L’exploit contro Coldcard ha colpito fino a 1.082 BTC, circa 70 milioni di dollari, e ha spinto il sentiment su Bitcoin ai minimi storici. Il prezzo, però, resta sopra i 60.000 dollari.
Il colpo a Coldcard
Un attaccante ha sfruttato una debole casualità nella generazione dei seed sul firmware di Coldcard per sottrarre fino a 1.082 BTC, pari a circa 70 milioni di dollari. Il problema, secondo le informazioni disponibili, ha riguardato quasi 1.200 wallet in autocustodia e ha scosso la fiducia di chi si affidava a un hardware wallet per proteggere i propri fondi.
Il nodo tecnico è rimasto identico per anni: un errore di build nel firmware, presente dalla versione 4.0.0 e ricondotto a un commit datato 1 marzo 2021. Coinkite ha poi corretto la falla con la release 4.21. Un dettaglio che pesa, perché nel mondo crypto il tempo non cancella un difetto, al massimo lo nasconde.
Sentiment Bitcoin ai minimi
La reazione sui social è stata immediata. Secondo i dati citati nel testo, il sentiment positivo su Bitcoin è sceso al livello più basso rispetto ai post negativi mai registrato dal sistema di monitoraggio utilizzato, dopo l’exploit e nel primo giorno pieno di trading successivo all’attacco.
La lettura è netta: il mercato ha potuto assorbire il danno economico, ma non quello psicologico. Chi segue Bitcoin sa che il prezzo può reggere anche nei giorni più difficili; il sentimento, invece, cade molto più in fretta.
Prezzo e possibili effetti
Paradossalmente, Bitcoin ha tenuto vicino a 63.000 dollari e ha chiuso luglio in rialzo, pur segnando un calo di circa 1,3% nelle ultime 24 ore. Restare sopra quota 60.000 dollari è stato letto come un segnale di forza in una fase resa più pesante dall’aumento delle perdite stimate, passate da circa 38 milioni a 70 milioni di dollari.
L’attenzione ora si sposta sul comportamento dei fondi sottratti. Se una parte dovesse confluire su un exchange, la pressione di vendita potrebbe aumentare nel breve periodo. Al tempo stesso, il mercato guarda ai livelli tecnici: una tenuta sopra 60.000 dollari ridurrebbe la tensione, mentre una rottura verso il basso aprirebbe spazio per ulteriori ribassi.
Il messaggio del mercato
Changpeng Zhao ha commentato su X che anche gli hardware wallet possono avere bug e che dividere i fondi su più wallet aiuta, ma non elimina il rischio. Il punto resta semplice: la sicurezza assoluta non esiste.
A nostro avviso, dall’Italia questa vicenda offre una lezione chiara. L’autocustodia resta un pilastro della cultura Bitcoin, ma non va trattata come un atto di fede. Chi custodisce da sé deve considerare anche l’errore umano, il software e il tempo. Un vecchio adagio dice che il vero pericolo non è il temporale, ma il tetto mal fissato.



