Il dibattito tra oro e Bitcoin come riserva di valore continua ad animare i mercati, e Ray Dalio non perde occasione per ribadire la sua posizione. Il fondatore di Bridgewater Associates, ospite del podcast “The Diary of a CEO” lo scorso 30 luglio, ha infatti nuovamente spiegato perché considera il metallo giallo superiore alla criptovaluta più famosa del mondo.
In modo più specifico, Dalio ha rivelato che Bitcoin rappresenta appena l’1% del suo portafoglio di investimenti, una cifra che aveva già dichiarato in un’intervista del novembre 2025. Insomma, non siamo davanti a un ripensamento improvviso, ma della conferma di una strategia già nota.
Le ragioni dello scetticismo
Secondo l’investitore, Bitcoin presenta due vulnerabilità principali.
La prima riguarda la tecnologia: sebbene la criptovaluta non possa essere “stampata” a piacimento come una valuta fiat, rimane esposta a minacce future come il calcolo quantistico, capace potenzialmente di comprometterne la sicurezza.
La seconda riguarda la trasparenza delle transazioni, che possono essere monitorate dai governi e quindi tassate più facilmente rispetto a un bene fisico come l’oro.
Dalio ha anche ribadito la sua critica di fondo alle valute fiat: quando il debito pubblico aumenta, i governi tendono a stampare più moneta, svalutandola. Un asset a offerta limitata, al contrario, mantiene il proprio valore nel tempo. L’oro, ha sottolineato, gode di un riconoscimento globale e può essere trasferito tra paesi senza dipendere dalla promessa di una controparte, mentre nessuna banca centrale sembra disposta ad abbracciare un asset basato su un registro pubblico come quello di Bitcoin.
I numeri parlano chiaro (per ora)
A sostegno della sua tesi, Dalio può citare l’andamento recente dei due asset. Al momento della sua intervista, l’oro veniva scambiato a circa 4.054 dollari, in rialzo di oltre il 20% su base annua. Bitcoin, invece, ha perso circa il 45% del proprio valore nello stesso periodo, attestandosi intorno ai 62.917 dollari.
In ogni caso, le dichiarazioni di Dalio non sorprendono chi segue da tempo le sue analisi: il miliardario ha più volte messo in guardia sui rischi legati a Bitcoin, pur senza escluderlo completamente dal proprio portafoglio. La sua view resta quella di un investitore che privilegia la stabilità storica dell’oro rispetto alla volatilità, ancora elevata, degli asset digitali.
Resta da vedere se le performance recenti confermeranno questa strategia nel lungo periodo, in un mercato che continua a oscillare tra entusiasmo per le criptovalute e ritorno ai beni rifugio tradizionali.



