A giugno 2026 Bitcoin ed Ethereum hanno subito una correzione intensa: $4,4 miliardi sono usciti dagli ETF spot in soli 13 giorni, mentre le liquidazioni hanno superato il miliardo in 48 ore.
Il sell-off: prezzi, numeri e cause
Bitcoin ha ceduto terreno in modo progressivo per tutto giugno, scendendo sotto i $65.000 a inizio mese, ai livelli più bassi da febbraio 2026, per poi toccare minimi intorno ai $59.000-$61.000 nelle settimane successive. Un calo di circa 11% da inizio anno. Ethereum ha fatto peggio: giù di oltre il 22% dai picchi precedenti, con minimi in area $1.500, e una perdita da inizio anno di circa 32%.
La capitalizzazione totale del mercato crypto è scesa a circa $2,13 trilioni. Le liquidazioni forzate hanno superato il miliardo di dollari nell’arco di 48 ore, con la leva che ha amplificato la pressione ribassista.
Tre fattori hanno accelerato la discesa: tensioni geopolitiche ancora presenti, riduzione sistematica dell’esposizione al rischio da parte degli investitori e, soprattutto, la pressione degli ETF.
Il ruolo degli ETF: BlackRock guida i deflussi
Gli ETF spot Bitcoin quotati negli Stati Uniti hanno registrato 13 sessioni consecutive di deflussi netti fino al 5 giugno 2026. Il totale accumulato: $4,4 miliardi usciti in meno di tre settimane, la serie negativa più lunga dalla nascita di questi strumenti.
La settimana 1-5 giugno ha concentrato da sola $1,72 miliardi di deflussi, il secondo dato settimanale peggiore dalla loro istituzione. Il fondo IBIT di BlackRock è stato la principale fonte di uscite, con $1,34 miliardi in sette giorni. Anche i fondi di Bitwise e Invesco hanno registrato perdite significative.
Gli ETF su Ethereum non hanno tenuto: $168 milioni di deflussi settimanali durante la prima settimana di giugno, $257 milioni nelle fasi più acute del selloff.
I dati di Glassnode segnalano deflussi a ritmo record e indicano allocazioni sempre più selettive. Il Coinbase Premium Index è scivolato in negativo, segnale che gli istituzionali americani stanno pagando meno per Bitcoin rispetto ai mercati offshore. Persino Strategy – ex MicroStrategy, il principale holder corporate di Bitcoin – ha venduto una parte delle sue riserve per la prima volta in quattro anni.
Quello che colpisce, guardando la vicenda dall’Italia, è l’intensità con cui i deflussi istituzionali americani si trasferiscono sul retail europeo. Non è un dettaglio secondario: indica che il mercato crypto italiano non si è ancora disaccoppiato dai flussi degli ETF USA.
Sviluppi attesi
La serie di 13 giorni consecutivi di deflussi dagli ETF Bitcoin si è conclusa il 5 giugno 2026. Un’inversione stabile dei flussi verso gli ETF spot resta il segnale chiave da monitorare per valutare un recupero strutturale dei prezzi.
Le informazioni hanno scopo puramente informativo e non costituiscono consulenza finanziaria.



