L’account in lingua cinese collegato a BitMart ha pubblicamente chiesto conto ai fondatori dell’exchange, Sheldon Lee e Yi Li, in merito ai fondi degli utenti rimasti bloccati e agli stipendi non ancora corrisposti ad alcuni dipendenti, fissando come termine per una risposta pubblica il 19 agosto.
Le richieste sui fondi e sui prelievi
Nel post pubblicato il 17 agosto, l’account ha segnalato che molti utenti risultano ancora impossibilitati a prelevare i propri fondi, mentre alcuni dipendenti non avrebbero ancora ricevuto gli stipendi finali o le liquidazioni dovute. Il messaggio sottolineava come la situazione non possa essere liquidata semplicemente come una controversia interna risolvibile con un annuncio di cessazione delle attività.
Tra le richieste avanzate figurano prove verificabili sui wallet, sugli asset, sulle passività e sulle riserve effettivamente disponibili di BitMart. Si chiede inoltre di chiarire chi abbia disposto le restrizioni sui prelievi, quando sia stata presa tale decisione e quando i vertici dell’azienda siano venuti a conoscenza del blocco. Viene messo in discussione anche se l’exchange abbia continuato a incoraggiare depositi o operazioni di trading dopo essere stato a conoscenza dei problemi di prelievo, e si chiede un’indagine su eventuali conti collegati, società affiliate, trust o altri strumenti riconducibili a fondi legati a BitMart, incluse alcune presunte disponibilità multimilionarie riconducibili a Yi Li.
L’account precisa comunque che le accuse non sono state provate e che non si dovrebbero ipotizzare condotte penalmente rilevanti prima di avere un quadro probatorio completo, pur chiedendo comunque chiarimenti sulla provenienza e destinazione di eventuali fondi.
Per quanto riguarda i dipendenti, il post evidenzia come il personale non abbia avuto alcun ruolo nelle decisioni sulla gestione dei fondi aziendali o sui tempi di chiusura, e per questo dovrebbe comunque ricevere per intero gli stipendi e i compensi ancora dovuti.
Il termine del 19 agosto riguarda anche la presentazione di un piano di rimborso dettagliato, che dovrebbe includere gli asset residui, il totale delle passività, le stime di recupero per gli utenti, l’ordine dei rimborsi, le tempistiche di avvio e conclusione, i meccanismi di supervisione ed eventuali audit indipendenti.
Le reazioni e il contesto della chiusura
Sheldon Lee ha replicato definendo infondate le accuse diffuse dall’account cinese, annunciando l’intenzione di presentare una denuncia alle autorità e di inviare una lettera legale a X per richiedere verifiche tecniche e forensi. In un aggiornamento successivo, Lee ha inoltre sostenuto che l’account fosse stato violato e che i contenuti pubblicati non provenissero da dipendenti attualmente in servizio. L’investigatore blockchain ZachXBT ha invece messo in dubbio la versione dei fatti, chiedendosi perché l’exchange non restituisca semplicemente i fondi se dispone di liquidità sufficiente, criticando la scarsa trasparenza sull’accesso degli utenti al proprio denaro.
La vicenda si inserisce in un contesto già delicato: BitMart aveva annunciato il 26 luglio la cessazione dei servizi di trading a partire dal 26 agosto, con chiusura definitiva prevista per il 31 gennaio 2027, unendosi ad altri exchange come BitMEX che hanno comunicato la propria chiusura in un periodo di mercato complicato.


