XRP: i grandi investitori rallentano i depositi e Bank of America intanto aumenta la sua esposizione

Roberto Rais autore cryptonews.it
Articolo scritto e verificato da
Roberto Rais
Roberto Rais autore cryptonews.it
Articolo scritto e verificato daRoberto Rais
Giornalista
Giornalista finanziario, laureato in Economia, collabora con alcuni dei più noti siti di settore in qualità di autore e analista.
xrp bitcoin bank of america

Il mercato di XRP sta mostrando due segnali che, a prima vista, sembrano andare in direzioni opposte. Da un lato le balene, i cosiddetti whale o grandi detentori di token, stanno riducendo in modo netto i depositi sugli exchange. Invitiamo a tal proposito di controllare il nostro tool gratuito Whale Tracker Crypto, che monitora in tempo reale i grandi movimenti sui principali asset.

Aggiungi CryptoNews.it come fonte preferita su Google

Dall’altro, un colosso bancario tradizionale come Bank of America ha leggermente ampliato la propria posizione in un prodotto finanziario legato a XRP.

Secondo i dati diffusi da un analista di CryptoQuant, la media mobile a 90 giorni degli afflussi delle balene verso Binance è scesa a circa 61 milioni di dollari, il livello più basso dal 2021. Per avere un termine di paragone, a gennaio 2025 questa cifra sfiorava i 456 milioni di dollari, mentre a ottobre si attestava intorno ai 355 milioni: un crollo di sei-sette volte rispetto a quei picchi.

Anche nel confronto più ravvicinato con luglio, quando la media era di circa 69 milioni, si registra un ulteriore calo di circa il 12%. I depositi giornalieri più consistenti sono passati da 583 milioni di XRP a soli 25,3 milioni, e la somma degli afflussi su 30 giorni è scesa di oltre un terzo.

È importante però non confondere un minor afflusso con un accumulo da parte delle balene: i depositi su un exchange non equivalgono infatti a vendite effettive. Non a caso, i flussi netti su Binance restano positivi, a conferma che le uscite continuano a superare, seppur di poco, gli ingressi.

Nel frattempo, l’attività sulla rete XRP Ledger è aumentata sensibilmente: gli indirizzi attivi sono passati da poco più di 23mila a inizio agosto a oltre 43mila a metà mese, un incremento superiore all’84%. Il prezzo del token, intanto, si mantiene vicino a quota 1,06 dollari, con il livello psicologico di 1 dollaro che resta un riferimento chiave.

Intanto Bank of America aumenta di poco la sua quota

Sul fronte istituzionale, un recente documento depositato presso la SEC ha rivelato che Bank of America deteneva, al 30 giugno, 13.260 azioni dell’ETF Volatility Shares XRP (ticker XRPI), in crescita di 260 unità, pari a circa il 2%, rispetto al trimestre precedente. Siamo pertanto di fronte a un rafforzamento di una posizione già esistente, non di un nuovo ingresso.

Va precisato che XRPI è un fondo basato su contratti futures e non detiene XRP fisicamente: l’esposizione della banca resta quindi indiretta, mediata da uno strumento regolamentato. Nel complesso, dunque, i due segnali ci dicono due cose diverse ma non necessariamente contrastanti: da un lato si allenta la pressione di potenziale vendita legata ai grandi wallet, dall’altro cresce, sia pure marginalmente, l’interesse istituzionale verso prodotti finanziari collegati a XRP.

Disclaimer: Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente informativo e non costituiscono consulenza finanziaria, fiscale o legale. Per maggiori dettagli sulla nostra policy editoriale, leggi il disclaimer completo.
Condividi
Roberto Rais autore cryptonews.it
Articolo scritto e verificato daRoberto Rais
Giornalista
Seguimi
Giornalista finanziario, laureato in Economia, collabora con alcuni dei più noti siti di settore in qualità di autore e analista.