La Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha dato il via libera a una legge che limita la possibilità, per i membri del Congresso e i loro familiari stretti, di acquistare azioni di società quotate in borsa. Il testo, denominato Stop Insider Trading Act, è stato approvato mercoledì con una votazione di 232 voti favorevoli contro 198 contrari e ora passa all’esame del Senato.
Cosa prevede la legge
La normativa, proposta dal deputato repubblicano del Wisconsin Bryan Steil, vieterebbe ai parlamentari, ai coniugi e ai figli a carico l’acquisto di singoli titoli azionari quotati durante il mandato. L’obiettivo dichiarato è impedire che i legislatori sfruttino informazioni riservate, ottenute nell’esercizio delle loro funzioni, per trarne vantaggio finanziario personale. Le sanzioni previste per chi viola la norma vanno da una multa fissa di 2.000 dollari al 10% del valore della transazione vietata, con la possibilità di dover restituire eventuali profitti realizzati.
La proposta ha però qualche limite
Il provvedimento, tuttavia, non obbliga i parlamentari a liberarsi dei titoli già in loro possesso. Questi potranno dunque continuare a detenerli e persino venderli, a patto di comunicare l’intenzione con sette giorni di anticipo. Proprio questo aspetto ha attirato le critiche di diversi esponenti democratici, tra cui la senatrice Elizabeth Warren, secondo cui la misura lascerebbe intatto il problema di fondo, poiché i legislatori potrebbero comunque influenzare decisioni che riguardano aziende in cui hanno interessi economici.
Va inoltre sottolineato che la legge non si applica al presidente, al vicepresidente o ai loro familiari, per quella che è dunque una scelta che potrebbe alimentare il dibattito al Senato sull’opportunità di estendere regole simili anche ai vertici del potere esecutivo.
Diciamocelo chiaramente: il tema è molto più ampio
La discussione si inserisce in un contesto più vasto che riguarda anche i mercati predittivi come Kalshi e Polymarket. Lo stesso Steil ha infatti presentato a giugno una proposta gemella, lo Stop Lawmakers from Predicting Act, pensata per vietare ai funzionari pubblici scommesse su esiti politici e decisioni governative. L’attenzione verso questi strumenti è cresciuta dopo casi controversi, tra cui quello di un militare che avrebbe guadagnato oltre 400.000 dollari da contratti collegati a eventi geopolitici, e quello di un collaboratore della Casa Bianca che avrebbe incassato oltre 100.000 dollari da scommesse legate ai discorsi presidenziali.
Ora la parola passa al Senato, che potrà approvare il testo così com’è, respingerlo oppure rafforzarlo imponendo la cessione totale dei titoli già posseduti dai parlamentari.



