CoinShares apre una nuova piattaforma UCITS in Europa e lancia il suo primo fondo, l’ETF sul mining di Bitcoin, quotato il 21 luglio 2026 alla Deutsche Börse Xetra sotto il ticker MINE.
Cosa cambia con la piattaforma UCITS
Il nuovo veicolo si affianca alla gamma esistente di ETP dell’azienda e punta a intercettare il mercato UCITS europeo, che secondo i dati EFAMA valeva 26.300 miliardi di euro di patrimonio netto ad aprile 2026. Fino a oggi, gran parte dei prodotti crypto di CoinShares erano strutturati come titoli di debito, una forma che molti mandati di investimento istituzionali non permettono di detenere. Con il framework UCITS, riconosciuto e armonizzato in tutta l’Unione Europea, questo vincolo viene superato, aprendo la porta a fondi pensione, compagnie assicurative e banche private.
Il primo fondo quotato a Francoforte
Il CoinShares Bitcoin Mining UCITS ETF, domiciliato in Irlanda dopo l’autorizzazione della Banca Centrale d’Irlanda, replica fisicamente il CoinShares Bitcoin Mining Index, un paniere di società quotate attive nel mining di Bitcoin amministrato da Solactive AG. Il fondo applica un costo totale annuo dello 0,65% e ribilancia trimestralmente. Al debutto, il titolo veniva scambiato a 19,50 euro per quota, con un volume iniziale contenuto di 60 unità per un controvalore di 1.184 euro.
Le parole del management
Il co-fondatore e amministratore delegato Jean-Marie Mognetti ha definito il lancio l’ingresso ufficiale dell’azienda nel mercato UCITS, annunciando che seguiranno altre strategie tematiche e su asset digitali attraverso la stessa piattaforma. Chi conosce il settore sa che non basta bussare alla porta della finanza tradizionale per essere accolti: bisogna presentarsi con le carte in regola, ed è proprio questo che il framework UCITS permette di fare, offrendo agli investitori istituzionali un formato familiare e già collaudato.
Perché la mossa interessa anche il mercato italiano
Per gli operatori italiani che seguono da vicino l’evoluzione della regolamentazione europea, questa apertura si inserisce in un contesto già segnato dal periodo transitorio MiCA, durante il quale Banca d’Italia e Consob hanno più volte richiamato l’attenzione sulla necessità di canali regolamentati per l’accesso agli asset digitali. Un fondo UCITS con base in Irlanda, distribuibile in tutta l’Unione, potrebbe diventare un riferimento anche per gli investitori istituzionali italiani in cerca di esposizione conforme al mining di Bitcoin.



