CoinShares, società di gestione patrimoniale specializzata in criptovalute, ha compiuto un passo piuttosto importante verso l’Europa lanciando una piattaforma regolamentata UCITS insieme al suo primo fondo dedicato al mining di Bitcoin. Parliamo di un mercato che in Europa vale complessivamente circa 26.300 miliardi di euro, e che è tradizionalmente difficile da penetrare per i prodotti legati agli asset digitali.
La novità principale di CoinShares riguarda ora l’accesso allo strumento: fondi pensione, compagnie assicurative, banche private e altri grandi investitori istituzionali sono spesso vincolati da mandati che escludono strumenti strutturati come titoli di debito, anche quando questi ultimi detengono effettivamente asset digitali fisici. Il formato UCITS offre invece uno standard regolatorio e di tutela degli investitori già riconosciuto e accettato dai mandati istituzionali esistenti, cosa che dovrebbe rimuovere uno degli ostacoli che finora ha frenato la partecipazione di grandi capitali al settore.
Il primo prodotto è un ETF sul mining di Bitcoin
Il fondo che inaugura la nuova piattaforma è il CoinShares Bitcoin Mining UCITS ETF, quotato sulla Deutsche Börse Xetra. Il CEO e co-fondatore dell’azienda, Jean-Marie Mognetti, ha presentato l’iniziativa come la creazione di un’infrastruttura regolamentata su cui costruire ulteriori strategie di investimento legate agli asset digitali e ad altri temi finanziari.
La società ha inoltre sottolineato che la piattaforma si basa su una struttura di costi in larga parte fissa, elemento che dovrebbe garantire una maggiore leva operativa man mano che verranno introdotti nuovi fondi, oltre ad ampliare l’accesso a una platea di capitali istituzionali molto più ampia rispetto a quella attuale.
Ricordiamo ai nostri lettori che l’espansione giunge dopo un 2025 solido sotto il profilo finanziario, considerato che nel primo bilancio annuale pubblicato da quando la società è quotata negli Stati Uniti, i ricavi hanno superato i 165,7 milioni di dollari. Il titolo, quotato al Nasdaq, ha invece chiuso lunedì in calo del 2,1%, a 4,11 dollari, segno che il mercato azionario non ha ancora del tutto premiato la strategia di crescita europea dell’azienda.



