Bitcoin quota circa 64.200 dollari il 12 luglio e testa una resistenza chiave in area 64.950, mentre un post criptico di Michael Saylor alimenta dubbi su nuove mosse di Strategy.
Il livello che decide il breve termine
Bitcoin arriva sulla prima barriera tecnica davvero rilevante dopo una serie di minimi crescenti partiti dal minimo di 57.800 dollari di giugno. Il prezzo sta spingendo contro la confluenza tra resistenza orizzontale e media mobile semplice a 50 giorni, posizionata a 64.950 dollari.
L’RSI giornaliero, vicino a 54, segnala una pressione rialzista moderata, non ancora estrema. Secondo Filip Vantchev, proprietario di Coindoo, una chiusura daily sopra quest’area, seguita da un retest riuscito come supporto, potrebbe aprire la strada verso il ritracciamento Fibonacci 0,382 attorno a 67.000 dollari. Se invece il breakout fallisse, resterebbero sullo sfondo anche la 100 giorni a 70.769 dollari e la 200 giorni a 73.913 dollari.
Il messaggio di Saylor divide il mercato
Nel pieno di questo test tecnico, Michael Saylor ha scritto su X: «Orange dots tell only part of the story». Il riferimento è al grafico StrategyTracker che mostra 113 operazioni di acquisto, 843.775 BTC detenuti, valore di circa 54 miliardi di dollari, prezzo medio di carico a 75.653 dollari e una perdita non realizzata del 15,41%, pari a circa 9,84 miliardi.
Il post arriva pochi giorni dopo la vendita di 3.588 BTC per 216 milioni di dollari, la prima inversione significativa dopo anni di accumulo. Da qui nascono due letture opposte… nuova fase di acquisti oppure messaggio più ambiguo sul posizionamento della società.
A nostro avviso, però, il dato più utile resta il divario tra prezzo spot e costo medio di carico di Strategy, oggi superiore a 11.400 dollari per Bitcoin. Non è un dettaglio marginale: in una fase regolata da MiCA e da maggiore attenzione ai bilanci, anche le società più esposte al BTC verranno osservate sempre più come emittenti quotati, non solo come simboli del bull market.
La settimana macro pesa quanto i grafici
La finestra tra 13 e 17 luglio concentra diversi eventi capaci di muovere Bitcoin: inflazione USA il 14 luglio, testimonianza del presidente della Fed Kevin Warsh, PPI, PIL cinese del secondo trimestre, decisione della Bank of Canada, vendite al dettaglio e fiducia dei consumatori. Sullo sfondo resta anche la tensione tra Stati Uniti e Iran nello Stretto di Hormuz.
Una chiusura sopra 64.950 dollari per Bitcoin con retest confermato sposterebbe il focus su 67.000 dollari. In caso contrario, il mercato tornerebbe a guardare il canale ascendente e il minimo di 57.800.
Le informazioni hanno scopo puramente informativo e non costituiscono consulenza finanziaria.



